Seleziona una pagina

Numero 1 – Marzo 2024

Scarica il documento in formato pdf

Walter Ferrazza, Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta

Settimane anzi mesi di inarrestabili discussioni attorno ad un unico argomento senza peraltro riuscire davvero ad approfondirlo con la diligenza e l’oggettiva competenza che merita.  È così che da lungo tempo stiamo vivendo la presenza dell’orso in Trentino: un ingombrante problema per molte persone che in Trentino vivono, lavorano e frequentano gli ambienti naturali.

Tuttavia, come ho avuto molto spesso modo di dire, dove non arriva l’emotività può arrivare la scienza. E allora sfogliando, ancora una volta, lo studio di fattibilità posto nel 1997 alla base del progetto di reintroduzione Life Ursus (1996-2004) promosso dal Parco in collaborazione con la Provincia di Trento e l’Ispra (allora Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica), al di là di interpretazioni forzate, salta all’occhio come “tutto fosse già previsto”, comprese le possibili criticità che sarebbero nel tempo derivate dall’aumento della popolazione ursina.

Dove è finita quella responsabilità politica che obbligava quindi a realizzare quelle azioni descritte da quanti hanno investito su un progetto di salvaguardia della natura? Come siamo passati dal credere in un modello di potenziamento della biodiversità a definire la presenza dell’orso un problema?

Anche nell’accordo scaturito dalla recente conferenza per la tutela della biodiversità si legge: “garantire azioni di gestione urgenti per arrestare l’estinzione indotta dall’uomo delle specie minacciate conosciute e per il recupero e la conservazione delle specie […] e gestire efficacemente le interazioni tra l’uomo e la fauna selvatica per ridurre al minimo il conflitto tra uomo e fauna selvatica per garantire la coesistenza” partendo dal presupposto che “i conflitti con la fauna sono un problema di conservazione della biodiversità, ma anche una importantissima questione sociale e di sviluppo sostenibile”.

Il problema è quindi sempre lo stesso: semplicemente (si fa per dire) quello del dover gestire efficacemente le interazioni costruendo esperienza “con lo scopo di offrire competenze e conoscenze sul tema della risoluzione dei conflitti con la fauna con un approccio basato sullo scambio tra le differenti discipline coinvolte nella gestione del problema” (Unione internazionale per la conservazione della natura, IUCN)

Ciò che è accaduto ha mostrato quindi i grandi limiti di un processo “non governato” con quell’attenzione straordinaria che merita un altrettanto singolare progetto e ora è d’obbligo guardare al presente e al futuro, cercando di rimettere a posto le cose. Lo dobbiamo fare guardando con serietà anche agli interessi delle nostre comunità, siano essi di sicurezza, benessere, opportunità economiche o di conservazione degli ambienti naturali, nei quali viviamo quelle che a volte sono tra le ore più belle delle nostre vite.

Quindi, tornando al concetto delle “soluzioni semplici (a problemi complessi)” quello che oggi dobbiamo fare è allontanarci dalle soluzioni ordinarie e sbrigative, per avvicinarci ad una gestione dell’orso (e del lupo) che sia tecnicamente ineccepibile, giornaliera ed efficace. Oggi è necessario affrontare l’insieme delle cose e andare alla radice dei problemi connessi alla presenza dell’orso piuttosto che curarne in modo forse troppo sbrigativo gli esiti. Una cosa non esclude l’altra, ma la comunicazione, la gestione dei rifiuti, la conoscenza, gli interventi di dissuasione ed ogni altro intervento (già) previsto e prevedibile, deve essere anticipato rispetto alla scelta (difficile ma doverosa qualora necessaria) di rimuovere un orso.

Dobbiamo fare di tutto per evitare di metterci nelle condizioni di dover scegliere se abbattere un orso o non abbatterlo. Dobbiamo evitare che un singolo orso maturi comportamenti problematici, tali da spingerci a dover scegliere la sua vita o la sua morte.

Una strada certamente difficile ma che se seguita con pervicacia porterà frutti buoni al Trentino, ai trentini, all’orso e alla natura.

I Nuovi Fogli dell’Orso si propongono come un segnavia per percorrere questa strada; un appoggio laico che possa favorire la cultura dell’orso, inteso come la possibilità di essere ancora circondati da una Natura vera, nel massimo rispetto delle nostre emozioni, della nostra sicurezza e della nostra storia.

Auguro buon lavoro ai Nuovi Fogli dell’Orso e a chi se ne prenderà cura dando un contributo alle nostre comunità. Ricordano all’uomo di essere la parte migliore di se stesso e che ognuno di noi ha un obbligo: salvaguardare la natura per quanti verranno.

Il Presidente

Ing. Walter Ferrazza

 

 

Matteo Viviani, Direttore del Parco Naturale Adamello Brenta

Sulla scorta delle intenzioni di questo Ente di proporsi ancora come soggetto disponibile a contribuire al processo di gestione dell’orso e dei grandi carnivori in generale, il Parco continua a lavorare oggi con gli strumenti che gli sono propri, affidando la raccolta di elementi tecnico-scientifici agli strumenti della razionalità e della scienza.

Al fianco di studi antropologici e sociologici, di attività di monitoraggio mirato e per transetti, al fianco di attività di educazione ambientale per le scuole del territorio, al fianco di progetti didattici dedicati, al fianco di attività per il pubblico e della presenza sul territorio con conferenze, incontri, eventi e rassegne, al fianco di attività di comunicazione tematica attraverso i canali tradizionali e web/social, si colloca l’attività informativa e comunicativa del Parco, che oltre a prevedere un docu-testo descrittivo sui comportamenti per prevenire o gestire l’incontro con un orso, la realizzazione di 10 video tutorial per convivere con i grandi carnivori, propone l’edizione della newsletter i Nuovi Fogli dell’Orso, per affrontare temi legati alla ricerca scientifica e alla human dimension legata alla presenza dei grandi carnivori e finalizzata a diffondere elementi di conoscenza per favorire la coesistenza uomo-orso.

I Fogli dell’Orso venivano pubblicati già dal 2002 raccogliendo curiosità, approfondimenti, notizie sullo stato di conservazione dell’orso sulle Alpi Centrali. Il bollettino, allora redatto dall’Ufficio Faunistico del Parco e inviato gratuitamente a chi ne faceva richiesta, era giunto alla sua 26° edizione raggiungendo 1170 iscritti. Nato durante il Life Ursus con lo scopo di fornire aggiornamenti e novità, I Fogli dell’Orso ha suscitato grande interesse da parte di addetti ai lavori e semplici appassionati. Tra il 2002 e il 2012 sono stati realizzati 30 numeri con 319 articoli scritti da 147 diversi autori, assumendo il ruolo di foglio informativo, “voce” del Parco sull’orso, fornendo aggiornamenti e novità, ma anche curiosità scientifiche, aspetti culturali, miti, leggende e racconti sugli orsi (e sui grandi carnivori…) di tutto il mondo.

Questo strumento torna oggi nella sua nuova edizione in un contesto indubbiamente più esperto e più bisognoso di fondatezza ed obiettività di informazione.

Con questo primo numero il Parco pubblica i Nuovi Fogli dell’Orso, mantenendo i criteri e le finalità assunti nel 2002 aggiungendo il coinvolgimento professionale di una figura catalizzatrice delle tematiche dei diversi articoli, in stretta sinergia con l’Unità Ricerca Scientifica del Parco.

Buona lettura.

 

Il Direttore

Dott. Matteo Viviani

 

 

Mauro Fattor e Filippo Zibordi, curatori dei Nuovi Fogli dell’Orso

A volte ritornano.

Capita con le persone. Con le cose che amiamo e quelle che detestiamo. Con le buone idee. Con le cattive idee.

Anche con le cose utili. Ecco, ci piace pensare che i Nuovi Fogli dell’Orso in questo momento siano esattamente questo. Ci piace pensare che siano utili ma faremo di tutto perché diventino necessari. Il momento è difficile, inutile dire il contrario. Il rapporto tra uomini e orsi in Trentino deve trovare nuovi equilibri e servono buone idee e anche un po’ di coraggio. Quello che ci prefiggiamo. Dunque, facile spiegare cosa NON troverete nei Nuovi Fogli dell’Orso. Non ci saranno opinionisti vuoti e agitatori vari che da un anno a questa parte troppe volte hanno intossicato il dibattito sul tema della coesistenza con i grandi carnivori. Al contrario, il nostro impegno sarà quello di valorizzare al massimo il contributo di quanti si riconoscono in un approccio scientificamente solido e non schierato nell’affrontare l’oggettiva complessità della questione. In altre parole, speriamo di mettere sul piatto qualcosa che aiuti il dibattito a crescere. Non ci poniamo limiti. Uno sguardo attento per vedere cosa accade oltre i nostri confini ma restando sempre con i piedi ben saldi nelle nostre valli. Andata e ritorno. Vicino e lontano.

E allora veniamo a cosa i lettori troveranno in questo primo numero dei Nuovi Fogli dell’Orso. In primo luogo la voce del territorio, che per noi è centrale e alla quale ritorneremo costantemente. Per iniziare abbiamo chiesto al sindaco di Dimaro, Andrea Lazzaroni, di confrontarsi con Sandro Brugnoli, nuovo dirigente del Servizio Faunistico della PAT sulla necessità di voltare pagina e di trovare un “nuovo paradigma” nella gestione dell’orso. Ne è uscito un dialogo approfondito e ricco di stimoli. Poi due articoli tecnici di stretta attualità, il primo sulla reale pericolosità della specie orso attingendo ad una vasta mole di dati disponibili a livello di letteratura scientifica, il secondo sull’efficacia dello spray antiorso, entrato nel dibattito pubblico un po’ come la panacea di tutti i mali e su cui invece serve un ragionamento che non lo estrapoli da un contesto di regole generali. Quindi parleremo di antropologia sociologica e del cantiere che il Parco ha aperto con l’Università di Venezia Cà Foscari e il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Sassari per meglio rapportarsi con il tessuto sociale delle valli del Parco e del Trentino occidentale, dove l’orso è stabilmente presente. Infine, uno sguardo a volo d’uccello, con delle flash news su quello che accade dentro e fuori dai confini della provincia di Trento, sulle Alpi e in generale in Europa, nella gestione di orso, lupo, lince e sciacallo. Perché anche di queste specie ci occuperemo, visto che si tratta di presenze, stabili o sporadiche, nel territorio del Parco Adamello Brenta, in Trentino o sulle Alpi. Spazio anche alla recensione di libri utili a inquadrare tutte le sfaccettature – ambientali, sociali e culturali – del complesso rapporto tra uomini e mondo selvatico, perché quando si parla di orsi e di lupi, inevitabilmente si parla anche di noi. Di quello che siamo. Speriamo di avere fatto centro e auguriamo a tutti una buona lettura!

 

Mauro Fattor

Filippo Zibordi

La Voce del Territorio

La Voce del Territorio

In ogni numero proponiamo una questione di interesse generale o specifico postaci da un attore del territorio (sindaco, albergatore, allevatore, ecc.).
La Voce della Ricerca

La Voce della Ricerca

Qui potete trovare ricerche scientifiche dentro o fuori i confini del Parco, tesi di laurea, interventi di esperti o progetti in corso che parlano di grandi carnivori.
Flash News: aggiornamenti sui grandi carnivori

Flash News: aggiornamenti sui grandi carnivori

Per rimanere sempre informati sui grandi carnivori in Italia e in Europa.
“Il Grattatoio”: recensioni, rubriche ed eventi

“Il Grattatoio”: recensioni, rubriche ed eventi

La nostra bacheca per parlare di grandi carnivori e non solo.

 

Questa prima edizione de I Nuovi Fogli dell'Orso è stata realizzata grazie al contributo di:

(in ordine sparso)

Walter Ferrazza, Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta

Matteo Viviani, Direttore del Parco Naturale Adamello Brenta

Andrea Mustoni, referente dell'Unità Ricerca Scientifica del Parco

Mauro Fattor e Filippo Zibordi come curatori dell'edizione

Marco Armanini, Federica Castellani e Nicolò Santoni come esperti del Parco

Alessandro Brugnoli, Dirigente del Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento

Andrea Lazzaroni, Sindaco del Comune di Dimaro Folgarida

Nicola Martellozzo, Roberta Raffaetà, Università Cà Foscari Venezia

Andrea Vargiu, Università degli Studi di Sassari

Arianna Milanese per l'assistenza grafica

 

Il materiale contenuto nei I Nuovi Fogli dell'Orso è inoltre liberamente utilizzabile con l’unica accortezza di citare la fonte.

Nel prossimo numero

Nel prossimo numero ci chiederemo se è vero che l'orso fa male al turismo, se gli orsi in Trentino son davvero troppi e se la sterilizzazione può essere una soluzione.

Se vuoi ricevere questa newsletter via mail, scrivi a foglidellorso@pnab.it indicando il tuo indirizzo mail e anche eventuali argomenti di interesse.

surgiva