Attività in corso

L’impegno del Parco nei confronti dell’orso persegue l’obiettivo di facilitare il raggiungimento di una popolazione minima vitale sulle Alpi Centrali.

Le attività condotte dal Parco nell’ambito del Progetto Orso prevedono:

  • l’approfondimento delle conoscenze sulla popolazione del Trentino Occidentale;
  • una costante azione di divulgazione e comunicazione;
  • la collaborazione con Enti ed Associazioni interessate al perfezionamento delle strategie di conservazione del plantigrado;
  • la partecipazione al “Progetto LIFE+ ARCTOS – Conservazione dell’orso bruno: azioni coordinate per l’areale alpino e appenninico” (2010-2014).

Le iniziative intraprese a favore della conservazione del plantigrado, sono coordinate e realizzate dal Gruppo di Ricerca e Conservazione dell’Orso Bruno del Parco (Ufficio Faunistico del Parco) e dal settore “Ricerca Scientifica ed Educazione ambientale” del Parco. Negli anni sono state approfondite le seguenti tematiche:

tana utilizzata dall'orso (A.Caliari)

Tana utilizzata dall’orso foto A. Caliari

Monitoraggio tane (2005-2011)

Conoscere le aree utilizzate dall’orso per lo svernamento consente di indirizzare le misure di conservazione e le politiche di sviluppo territoriale in modo da minimizzare le possibilità di conflitto con le esigenze ecologiche della specie. Con questo obiettivo, a partire dalla primavera del 2005 è stata avviata un’indagine di campo volta ad individuare, caratterizzare e georeferenziare, mediante l’utilizzo di un GIS, il maggior numero possibile di tane di svernamento. In particolare, le ricerche condotte anche grazie al prezioso contributo di personale volontario hanno consentito di individuare un totale di 65 siti di svernamento di orso bruno, per la maggior parte in caverne carsiche naturalmente idonee allo svernamento.

A partire dal 2008 è stata avviata un’analisi delle caratteristiche dei siti di svernamento durante il periodo invernale, mediante l’utilizzo di sensori che rilevano la temperatura e l’umidità a livello del giaciglio. L’indagine è tesa a comprendere se il microclima interno alle cavità influenzi le scelte dei plantigradi nel delicato periodo dell’ibernazione.

Per approfondire: Sez. II “Progetto Monitoraggio Tane” di Documenti del Parco n.20.

analisi di laboratorio sulla dieta dell'orso (F.Zibordi)

Analisi di laboratorio sulla dieta dell’orso foto F.Zibordi

Alimentazione (1999-2005)

Con l’obiettivo di approfondire le conoscenze in merito alle preferenze trofiche della specie in Trentino, analizzando al contempo le caratteristiche del comportamento alimentare della neo-colonia a pochi anni dal rilascio nel nuovo territorio di vita, a partire dal 1999 è stata impostata un’attività di raccolta degli escrementi reperibili sul territorio e successiva analisi di laboratorio mirata all’identificazione delle fonti trofiche riconoscibili in quanto indigerite. Per approfondire vedi pagina 9 della “Relazione GRICO 2005”.

Disturbo antropico (2007)

Nel 2007, il Parco Naturale Adamello Brenta ha avviato un’apposita ricerca tendente ad approfondire la conoscenza dei possibili effetti delle attività antropiche sull’orso bruno. L’indagine, basata su opinioni qualificate e scientificamente riconosciute (expert based opinions) relative ai possibili impatti causati da strutture (impianti da sci, strade forestali, etc.) e attività di vario genere (tagli forestali, sci fuori pista, etc.) sui plantigradi, ha permesso di redigere un documento di sintesi che recepisce i diversi pareri raccolti, evidenziando i casi in cui gli esperti risultano concordi.

Partendo dalla definizione di quelle che sono le attività o situazioni in grado di avere degli effetti sul plantigrado o sul suo habitat, l’elaborato ha permesso di rilevare i momenti più critici e le conseguenti eventuali reazioni degli animali al disturbo che possono comportare variazioni comportamentali e/o problemi di conservazione della specie.

Sono inoltre stati analizzati e messi in evidenza gli effetti, il raggio d’azione, l’influenza sul comportamento degli orsi e sul loro habitat di 13 attività umane o situazioni quali: selvicoltura; agricoltura; allevamenti/pascoli, attività zootecniche; apicoltura; attività estrattive; caccia; attività turistiche e ricreative; attività ricreative invernali; aree sciistiche; strade (principali e secondarie) e ferrovie; strade forestali; strutture e insediamenti umani; rifiuti/siti di alimentazione.

L’elaborato costituisce la base per impostare future indagini necessarie per verificare l’applicabilità delle indicazioni emerse al territorio del Parco. A scala più ampia, la speranza è che il documento possa divenire nel prossimo futuro uno strumento utile come supporto per indirizzare le politiche di conservazione della specie a livello europeo.

L’indagine è pubblicata nella Sez. III di Documenti del Parco n.20.

Influence of human disturbance towards brown bear. Expert opinion based survey (.pdf 3.8Mb)

 

Sperimentazione ricatture (2004-2006)

sito sperimentale ricatture orsi (Arch.PNAB)

sito sperimentale ricatture orsi (Arch.PNAB)

Realizzato tra il 2004 e il 2006, il progetto ha permesso di sperimentare dei potenziali siti e metodi di cattura di orsi, tramite l’allestimento di stazioni di attrazione attrezzate con esche alimentari e trappole fotografiche. Per approfondire vedi pagina 12 della “Relazione GRICO 2006“.

Incontri uomini-orsi (2007-2009, riattivata nel 2017 e ancora in corso)

Con lo scopo di approfondire le conoscenze sull’etologia dell’orso, e in particolare sui comportamenti che esso assume quando incontra l’uomo, nel 2007 è stata avviata un’indagine condotta mediante la somministrazione di un questionario a chiunque avesse incontrato casualmente l’orso.

Lo scopo ultimo della ricerca è quello di favorire la convivenza delle due specie, dimostrando, attraverso numerose esperienze dirette, che l’orso non è un animale aggressivo. Inoltre questo studio si propone di indagare i cambiamenti che un incontro con l’orso può portare nell’uomo dal punto di vista emotivo, cioè le eventuali modifiche che l’esperienza diretta induce nello stato d’animo delle persone favorevoli o contrarie alla presenza del plantigrado. Da ultimo, si vogliono raccogliere testimonianze di incontri “straordinari”, che possano confluire in racconti utili a dimostrare come trovarsi faccia a faccia con l’orso possa essere un’esperienza intensa ed emozionante.

Per approfondire: Sez. I di Documenti del Parco n.20

Se anche tu hai visto o incontrato l’orso e vuoi condividere con noi la tua esperienza puoi farlo inviando a orso@pnab.it il questionario compilato che potrai scaricare da qui (potremmo avere bisogno di richiamarti). La tua testimonianza entrerà a far parte delle interviste sino ad oggi raccolte nell’ambito del progetto “Incontri uomini-orsi” e contribuirà ad approfondire le conoscenze in merito alle interazioni uomo-orso.

Monitoraggio della popolazione

raccolta di tracce di orso bruno (E.Dorigatti)

Raccolta di tracce di orso bruno (E.Dorigatti)

Conoscere il numero di individui, la distribuzione sul territorio, la ripartizione per sesso ed età, il numero di nuovi nati ed i rapporti di parentela tra gli individui è un presupposto fondamentale per controllare l’evoluzione nel tempo della popolazione di orsi delle Alpi Centrali e prendere conseguentemente le decisioni gestionali più idonee. Per questo motivo, il Parco collabora con la Provincia Autonoma di Trento ai vari progetti di monitoraggio condotti in territorio provinciale, in primis al monitoraggio genetico dell’orso bruno attraverso tecniche non invasive.

Divulgazione e comunicazione sull’orso

Il Parco Naturale Adamello Brenta è riconosciuto dai residenti e dai turisti come “il parco dell’orso”. Questa situazione si è venuta a creare sia per la presenza storica della specie nell’area protetta, sia a seguito del vasto progetto di reintroduzione coordinato dal Parco a partire dal 1996. L’orso è rimasto anche sul logo del parco, a ricordo del fatto che la presenza del plantigrado è stata uno dei veri motivi che hanno portato all’istituzione dell’Ente. Per tutti questi motivi il parco è chiamato nella quotidianità ad educare alla presenza dell’orso e dare informazioni a tutte le persone che costantemente le richiedono presso le case del parco, i punti info, i parcheggi di testata delle valli o direttamente presso la sede centrale. Una mole di lavoro importante che fa parte della mission storica del “parco dell’orso”.
Oltre che alla ricerca scientifica l’impegno del Parco per l’orso si focalizza anche in un’ampia opera di divulgazione e comunicazione rivolta a tutte le categorie sociali curando in particolare i rapporti con i mass media (visite, interviste, ecc.), redigendo articoli e opuscoli divulgativi, aggiornando il sito web, realizzando serate divulgative e incontri-dibattito, ecc.

Collaborazione con Università e tesi di laurea

La fruttuosa collaborazione tra il Gruppo di Ricerca e Conservazione dell’Orso Bruno del Parco e alcuni istituti universitari ha permesso la realizzazione di svariate ricerche che in molti casi sono confluite in tesi di laurea.

Le Tesi di laurea realizzate nell’ambito del Progetto orso a partire dal 1999 sono:

  • Frassoni Paola – Indagine sul comportamento alimentare dell’orso bruno: analisi degli individui reintrodotti sulle Alpi Centrali –
  • Polli Camilla – Analisi del comportamento di individui di orso bruno (Ursus arctos) nel periodo successivo alla reintroduzione
  • Baù Chiara – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: analisi degli home range e degli spostamenti degli esemplari reintrodotti
  • Reggiani Francesco – Uso dello spazio ed analisi della dinamica dei domini vitali negli esemplari di orso bruno (Ursus arctos) reintrodotti sulle Alpi Centrali
  • Perrotta Ilenia – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: validazione del Modello di Valutazione Ambientale
  • Lattuada Edoardo – Protocolli anestetici per l’immobilizzazione dell’orso bruno (Ursus arctos) utilizzati nel progetto di ripopolamento nel Parco Naturale Adamello Brenta
  • Castellani Federica – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: definizione e valutazione delle core area degli individui immessi
  • Quatrida Marco – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: definizione e valutazione dei siti di svernamento degli individui immessi
  • Bragalanti Natalia – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: la selezione delle risorse trofiche
  • Guella Elena – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: valutazione della selezione dell’habitat
  • Franzetti Eleonora – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: indagine sul comportamento alimentare stagionale
  • Faccin Francesco – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi Centrali: indagine spaziale sul comportamento alimentare
  • Ghirardi Diana – Definizione e caratterizzazione dei siti di svernamento dell’Orso bruno (Ursus arctos L.) in Trentino
  • Failoni Marianna – La reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle alpi centrali: monitoraggio radiotelemetrico e definizione degli home ranges degli individui immessi
  • Visaggi Brunella – Analisi delle caratteristiche ambientali dei siti di svernamento dell’orso bruno (Ursus arctos) nel Trentino Occidentale
  • Francesca Bussola – Criteri metodologici per l’analisi della selezione delle tane di svernamento da parte dell’Orso bruno (Ursus arctos) in Trentino.
  • Nicola Simeoni – L’orso bruno (Ursus arctos) nelle Alpi Centrali: indagine sulle dinamiche di dispersione femminile a 14 anni dai rilasci.
  • Giulia Zampiccoli – L’orso bruno nelle Alpi Centrali: caratterizzazione dell’habitat condiviso con l’uomo.
  • Arianna Bonavida – Indagine degli incontri uomo-orso: analisi del comportamento dell’orso e delle attitudini dell’uomo in Trentino.
Share This