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5.49 Rete dei Centri Visita (Piano Interpretazione Ambientale)

Il Programma annuale di Gestione del Parco 2006 prevedeva la predisposizione di un Piano di Interpretazione Ambientale (PIA).

Cosa è

E’ uno strumento programmatico ampiamente in uso nella realtà delle aree protette degli U.S.A. e, in Europa, soprattutto dei Paesi anglosassoni; in Italia invece la sua applicazione è limitata sostanzialmente al Piano predisposto dall’Istituto Pangea-Onlus per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini (2001).
Si basa sull’omonima disciplina (introdotta negli anni ’20 dello scorso secolo dall’Agenzia Nazionale americana per i Parchi), che si occupa di tutte quelle attività connesse alla:

  • promozione del territorio dal punto di vista turistico-ricreativo e didattico
  • gestione e accoglienza del pubblico
  • informazione ed educazione ambientale.

Finalità e obiettivi

  • progettazione e successivamente indirizzo delle attività di “uso sociale dei beni ambientali” (cfr. L.P. 6 maggio 1988, n. 18 “Ordinamento dei parchi naturali”) che si riferisce alla fruizione non materiale bensì culturale e ricreativa dei beni, intesi nella loro più ampia accezione
  • pianificazione delle modalità di fruizione culturale e ricreativa del territorio da parte dei frequentatori (locali e ospiti), attraverso:
    • la progettazione e la realizzazione di strutture e infrastrutture
    • l’individuazione di opportuni media per la comunicazione
    • l’informazione e la divulgazione
  • definizione delle proposte educative, didattiche e ricreative
  • definizione delle finalità istitutive del Parco naturale Adamello Brenta, sia per quanto riguarda gli obbiettivi educativi e di tutela che per la promozione dello sviluppo socio economico, configurandosi come uno strumento di grande utilità per il loro raggiungimento.

Il PIA è soggetto alla necessità di integrarsi sintonicamente con gli altri piani e progetti – in primis il Piano del Parco – che si propongono di indirizzare la gestione delle diverse attività antropiche che interessano il territorio dell’area protetta.
Concretamente il PIA non solo deve caratterizzarsi per la concordanza con gli obbiettivi generali degli altri strumenti pianificatori, ma dovrebbe anche interferire ed essere interferito con/da essi, dando vita a vere e proprie sinergie. Le attività di cui si occupa il PIA interessano inevitabilmente molteplici settori della vita sociale (educazione, turismo, viabilità, ecc), per questo l’esperienza evidenzia l’opportunità di un approccio concertativo alla sua redazione, nel senso che nelle fasi di ideazione e applicazione vengono reputati importanti l’ascolto o ancor meglio la diretta partecipazione delle componenti che a vario titolo operano sul territorio.
Passando dalle finalità generali agli obbiettivi, questi vanno definiti a livello generale e successivamente nel particolare utilizzando il già citato metodo “concertativo” che vede il coinvolgimento di esperti e altri soggetti che operano in ambito locale. La loro definizione è quindi attualmente, per il Parco naturale Adamello Brenta, ancora incompleta; si possono comunque riportare alcuni obbiettivi generali e specifici “irrinunciabili”, così come sono stati individuati nel corso del pluriennale processo di strutturazione della proposta del Parco:

  • contribuire a migliorare la qualità dell’offerta turistica
  • diversificare le proposte di valorizzazione ricreativa e culturale in maniera da ampliare le tipologie di fruitori del Parco, sia tra gli ospiti che tra i locali
  • proporre un’offerta turistica “di Parco”, cioè coerente e sintonica con le finalità istitutive dell’area protetta;
  • proporre un’offerta basata sul complesso di risorse e di valori che rappresentano il patrimonio peculiare dell’Adamello-Brenta;
  • indirizzare i flussi della fruizione in modo da distribuire nel modo più opportuno il carico turistico e ripartire adeguatamente i benefici economici che ne derivano alle popolazioni locali
  • pianificare il complesso di strutture e infrastrutture deputate all’accoglienza, all’informazione e all’educazione ambientale
  • pianificare il complesso di attività finalizzate alla divulgazione, formazione ed educazione ambientale
  • definire le caratteristiche dei media individuati per la comunicazione, in primo luogo dei materiali cartacei divulgativi e didattico-informativi
  • creare un servizio di “mediatori culturali” (= “guide”) professionalmente preparati e capaci, sempre aggiornati, in grado di soddisfare la richiesta di informazioni ma anche di partecipare attivamente al processo educativo
  • definire le modalità operative per una mediazione culturale che stimoli il frequentatore ad una miglior conoscenza, comprensione e apprezzamento dei beni ambientali dell’area in cui si trova.

Le 3 macroaree

  1. attività didattico-culturali
  2. strutture
  3. comunicazione

La realizzazione avverrà in 3 fasi successive.
La prima iniziata nel 2006 con l’affidamento dell’incarico per la redazione di un documento programmatico che analizzi lo stato della situazione per le tre macroaree e ne definisca le prospettive e linee operative.
Nel 2007 è stato sviluppato un secondo livello d’azione che ha definito le strategie e gli interventi per ogni macroarea ogni attività specifica delle macroaree è in fase di redazione un documento d’approfondimento che definisca le linee di indirizzo. Nel conseguimento del P.I.A. come sopra descritto rivestono un ruolo chiave:

  • la formazione del personale addetto all’accoglienza del pubblico, alla divulgazione e alla didattica che necessita di una professionalità specifica; a tal fine sarà definito un percorso di formazione specifico
  • l’impostazione di un sistema di monitoraggio continuo sulle aspettative dei visitatori e sul loro grado di soddisfazione;
  • il censimento e inserimento in un sistema informativo geografico (GIS) dei beni ambientali e culturali più significativi dell’area protetta al fine di ottimizzare le proposte di valorizzazione culturale del territorio, individuare i siti migliori di frequentazione, i percorsi più opportuni e i tematismi da affrontare.

Per la macroarea strutture si è conclusa la redazione del documento relativo alle linee di indirizzo.

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