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In più occasioni e sedi, ed anche con formali delibere di Giunta, il Parco Adamello Brenta  ha  ribadito la propria posizione in merito alla prospettata volontà, contenuta nel Documento preliminare del Piano territoriale della Comunità delle Giudicarie, di ampliare alla zona Serodoli la previsione urbanistica di nuove piste di sci in zona Madonna di Campiglio, subordinando la stessa ad uno studio da affidarsi ad una società esterna.
A partire dalla considerazione che la zona Serodoli Nambino costituisce uno dei tasselli ambientali e paesaggistici più importanti dell’intero territorio del Parco ed in considerazione del fatto che la zona 5 laghi racchiude uno degli ambienti maggiormente frequentati  dal turismo estivo, il Parco ha sempre evidenziato una forte criticità sulla proposta, non supportata da alcun elemento di studio economico, avanzata dalla Società Funivie di Campiglio e fatta propria dalla Comunità di Valle.
Ulteriori considerazioni che hanno determinato la posizione fortemente critica del Parco derivano dalla scarsa  attitudine della zona  Nambino – Serodoli  ad ospitare infrastrutture sciistiche a meno di pesanti manomissioni del territorio, con inevitabili ripercussioni geomorfologiche e paesaggistiche,  derivanti dalla necessità di ingenti movimenti terra e sacrificio di ambienti naturali, spesso legati alla presenza di acque.
A fronte di queste considerazioni e tenuto conto dell’insussistenza di qualsivoglia elemento di studio il Parco era pertanto giunto alla conclusione, manifestata anche in occasione della Conferenza dei Sindaci della Comunità delle Giudicarie del giorno 1 ottobre 2013, di non aderire e non firmare l’intesa  che doveva supportare, presso l’Ente Provinciale, il Documento preliminare così come approvato dall’Assemblea della Comunità medesima.
La proposta correttiva del citato Documento preliminare avanzata dalla Comunità in sede di Conferenza dei Sindaci, al fine di non trasmettere in Provincia un documento monco, cioè privo della necessaria intesa con il Parco, così da mostrare all’Ente provinciale la capacità di avanzare scelte proprie da parte del territorio, è sostanzialmente consistita nel declassare la scelta urbanistica di individuare una nuova zona sciistica (pur subordinata ad uno studio)  contenuta nel Documento preliminare, ad una scelta, questa sì condivisibile dal Parco, di individuare una area di studio sulla quale, su proposta della Comunità, poter effettuare tutti gli approfondimenti ambientali e socioeconomici che si ritenessero opportuni o necessari. Coerentemente con quanto sopra, il Documento preliminare è stato emendato in quella sede prevedendo che a fronte di una conclusione positiva dello studio affidato a terzi “potrà essere valutata” l’ipotesi di ampliamento.
A fronte di alcuni articoli apparsi sulla stampa locale che descrivevano una apertura del Parco sugli ampliamenti sciisitici di Serodoli, appare viceversa una posizione ragionata dell’Ente, positiva, come è ovvio, rispetto all’acquisizione di ulteriori elementi che potessero emergere dallo studio esterno commissionato dalla Comunità di valle, e disposto,  come è logico che sia,  ad analizzarli all’interno di un nuovo passaggio/analisi che vedrà coinvolti  tutti gli organi politici e tecnici dell’Ente Parco.
La posizione del Parco rientra nel pieno solco di una amministrazione in primis attenta ai valori del proprio territorio ed alla sua conservazione ma non estranea a tutti gli elementi sociali ed economici che supportano, insieme al territorio medesimo, la vita delle popolazioni residenti.