Molteplici sono stati gli spunti di riflessione emersi dal seminario “I valori del Parco oltre il Parco” che si è tenuto venerdì scorso a Caderzone Terme presso il Palazzo Lodron Bertelli. Protagoniste assolute le parole valore e paesaggio nelle loro diverse accezioni. «L’azione del Parco – ha detto il presidente Antonio Caola – dev’essere quella di tutelare e promuovere il territorio che ci ospita, nell’ottica di una valorizzazione anche dei rapporti umani tra residenti e turisti». Sostiene la testi del presidente anche l’Assessore provinciale Franco Panizza, il quale sottolinea l’importanza e il ruolo delle aree protette nell’ottica del mantenimento di un territorio tutelato da un lato, ma laboratorio e sperimentatore di buone pratiche dall’altro.
Si entra nel vivo degli argomenti con le successive relazioni, a partire dal direttore Roberto Zoanetti. «Tre sono gli elementi che contraddistinguono l’azione di un’area protetta – afferma Zoanetti – l’interesse e la funzione pubblica che interessano sia funzioni più istituzionali sia responsabilità in ambito economico e sociale, e la spesa pubblica, nota dolente visto il momento di forte crisi che stiamo attraversando. Dobbiamo investire, ancora di più, sul rapporto di partenariato con i soggetti locali elaborando proposte “bottom up” qualificate e condivise, in grado di aumentare la capacità di autofinanziamento dei nostri enti».
Di conservazione attiva e gestione strategica del territorio, mettendo in risalto come le aree protette non rapprestino un costo, ma un investimento altamente remunerativo, ha parlato Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi, dibattendo ampiamente su come una politica basata sui soli tagli non porti ad alcun vantaggio economico se non nel breve periodo, a discapito, nel lungo periodo, della qualità delle azioni. Luca Dalla Libera, di Agenda 21 consulting e Rocco Scolozzi, ricercatore in ecologia applicata e valutazione ambientale, hanno illustrato il lavoro svolto dal Parco sul paesaggio e i servizi ecosistemici presentando il punto di vista dei residente e dei turisti. Paesaggio nelle sue diverse accezioni: paesaggio come benessere ed emozioni che comunica armonia e tranquillità, come panorama e spettacolarità, ma anche paesaggio “non solo come cartolina” ma inteso nel suo valore di “vivibilità” quindi generatore di economia locale.
Chiude il ciclo di interventi Romano Stanchina, dirigente del Servizio Turismo della PAT, mettendo ulteriore carne al fuoco. «L’ambiente, come sottolineato anche dall’assessore provinciale Tiziano Mellarini in occasione della conferenza provinciale sul turismo di Levico Terme, rappresenta la principale motivazione di vacanza per il nostro ospite – afferma Stanchina, fornendo alcuni dati specifici relativi alle aree protette; il 63,8% degli intervistati dichiara di essere stato influenzato nella sua scelta di vacanza anche dalla presenza del Parco, per il 13,8% di questi la presenza del Parco è stata addirittura determinante nella scelta della vacanza. Sulla base dei dati elaborati su un campione di intervistati negli uffici informazioni delle ApT nel triennio 2009-2011, è possibile tentare una stima dell’incidenza del fattore “parco” nel fatturato turistico dell’ambito territoriale. Il numero di turisti degli ambiti comprendenti i 3 parchi che non sarebbero venuti in vacanza in Trentino, senza la presenza dei parchi, sono circa 100.000 (su oltre 900.000 arrivi negli stessi ambiti) per un numero di pernottamenti pari 860.000 (su 8,3 mln totali). Considerando la spesa media giornaliera del turista estivo (80 €) il fatturato turistico “determinato” dai parchi è stato calcolato in circa 70 mln di euro proveniente da turisti con motivazione esclusiva “parco” e circa 300 mln di euro da turisti con motivazione “parco” non esclusiva, ma influente. Guardando all’ambito Rendena il valore del parco è stato stimato in circa 23 mln di euro aggiuntivi (considerando il Parco come motivazione “esclusiva”).
Senza contare, infine, i ritorni in termini di immagine complessiva per tutto il Trentino dovuti a valenze distintive dei parchi (la foresta di Paneveggio, l’orso del Brenta, ecc.).
Il bilancio della giornata è stato certamente positivo, a testimonianza di come i parchi, e nel caso specifico il Parco Naturale Adamello Brenta, rappresenti davvero un valore “anche economico” sul quale investire.

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