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In occasione della Festività di San Antonio Abate, patrono della frazione di Quatinago, sabato 17 gennaio, il Gruppo Culturale "Quatar Sorele" di Cimego organizza una serata di letture e immagini storiche dal titolo "Il paesaggio della Val del Chiese tra passato e presente". Proprio l’occasione della festività di San Antonio che secondo la leggenda protesse il borgo dall’incendio scoppiato in seguito al bombardamento austriaco dal Forte Cariola, ci permette di partire dal borgo di Quartinago che negli ultimi anni è diventato un polo di attrazione nella Valle del Chiese, con il Museo di Usi e Costumi di Casa Marascalchi, la Festa delle Polente con le rievocazioni della Storia di fra Dolcino e il ballo delle Streghe, con il Sentiero Etnografico del Rio Caino tra le trincee italiane della Grande Guerra.
Questo insieme straordinario di storia e paesaggio ha ispirato Marco Zulberti, il Presidente storico del Gruppo Culturale, a recuperare molte fotografie e cartoline storiche che riguardano le Giudicarie, seguendo la traccia della Guida delle Giudicarie di Cesare Battisti del 1909 e la Statistica del Trentino di Agostino Perini. Grazie alla voce dell’attore Alfonso Masi di Trento, alla serata si metterà in luce la metamorfosi del paesaggio giudicariese dalle rocce a strapiombo sul Sarca, a quelle della Rocca di Anfo sul lago Idro, a quelle del Brenta, concentrandosi poi sulla Val del Chiese, e in particolare sui paesi che facevano parte della Pieve di Condino rievocando l’importanza delle strade, delle fiere e dei rapporti economici tra i paesi che hanno caratterizzato l’economia delle nostre valli per secoli. L’intenzione è quella di risvegliare la sensibilità sul rapporto tra bellezza del paesaggio ed economia in funzione di quella vocazione turistica che la Valle del Chiese aveva fin dall’Ottocento quando negli anni Trenta giungevano i turisti da Milano ben prima che salissero a Madonna di Campiglio. Vocazione turistica che si lega a quella agricola e artigianale, fondamentale risorsa economica oggi drasticamente ridotta rispetto alle altre valli trentine.
"L’idea di questa serata" – afferma Marco Zulberti – "alberga da sempre nella mia mente, fin da quando vedevo espandersi dappertutto aree industriali, artigianali e residenziali, occupando i terreni storicamente più fertili, i campi più belli e redditizi. Ero colpito dalla facilità con cui un tecnico, o una giunta comunale, potesse stravolgere la storia secolare di un territorio, sulla scia di un liberismo sfrenato autorizzato dalla politica solo per semplici calcoli elettorali. Mi attendevo quindi la crisi, era evidente che si stava procedendo contro natura e il paesaggio, colto con un semplice sguardo sull’orizzonte rievocato dalla canzone "Il Vecchio e un bambino" di Guccini mostra tutte le sue ferite. Rievocare la bellezza del tempo passato e proiettarla nel futuro è l’intento che ho cercato di raccontare in questa serata, recuperando anche l’economico che giace nei beni naturali della nostra natura montana". Con questa serata tenuta inoltre in una ricorrenza molto sentita dai vecchi cimeghesi, che proprio il 17 gennaio rientravano con le vacche dalle stalle della montagna dove avevano consumato il fieno tagliato nell’estate e la banda suonava tra lo sparo dei "mùlter" al carburo, e il vin brulè, e iniziava il carnevale. Vorrei con questa serata terminare il mio ciclo di presidenza del Gruppo Culturale "Quatar Sorele", avviando qualche nuovo progetto.".

Tutta la popolazione è invitata all’evento sabato 17 gennaio alle ore 20.45 presso il Nuovo Teatro di Cimego. L’ingresso è gratuito.

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