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Alessandro de Bertolini e il piccolo Lorenzo sono in viaggio da 5 giorni con la Mountain Bike sulle Dolomiti di Brenta per realizzare il progetto “Il Brenta spiegato a mio figlio”. Ogni sera Alessandro ci aggiorna sulle loro avventure con tante foto e racconti postati su Facebook.

Vediamo allora come sono andati questi primi cinque giorni attraverso i post di Alessandro. La sua pagina personale (Alessandro de Bertolini) è pubblica ed è possibile a tutti leggere i suoi post. Anche i commenti molto sentiti di chi lo conosce rendono un senso ancora più vero di questo progetto così personale e intimo.

Giorno 1
13 luglio 2020

Cles – Rifugio Peller

Oggi partenza dalla piazza di Cles… io e “il Lori”, per il giro del Brenta con la bici e carretto, nei rifugi di montagna e nei campeggi di fondovalle, con la tenda e il sacco a pelo, e con lo zaino per fare qualche camminata. La mamma lavora ma ci raggiunge presto, fra 6 o 7 giorni!

“Il Brenta spiegato a mio figlio” nasce così: un’idea pensata con Montura Editing insieme al Parco naturale Adamello Brenta, che ringrazio.

In questi decenni i Parchi naturali, e il Parco Adamello Brenta in particolare, hanno fatto della tutela dell’ambiente un’occasione turistica. Questo è importante, perché significa che si può fare turismo, e che si può fare economia, promuovendo i valori del rispetto e della cultura ambientale.

Ecco, il “Brenta spiegato a mio figlio” nasce da qui: vorrei dire a mio figlio che l’ambiente naturale che stiamo utilizzando, che usiamo e che abitiamo, lo abbiamo ricevuto e lo dovremo riconsegnare, perché siamo tutti “di passaggio”, e quindi non possiamo depredarlo.

Ciò non significa che dobbiamo musealizzare il territorio, o consideralo come qualcosa di immutabile o di intoccabile. La montagna è uno “spazio di vita” e deve essere vissuta e “praticata”. Il Parco Adamello Brenta ce lo insegna. Così come ce lo insegna la lunga storia delle attività agro-silvo-pastorali della tradizione alpina.

La mia gratitudine è per il team di Montura Editing, Roberto Bombarda e Valentina, e per Gianpaolo Cipriani del Montura Bike Isera. Grazie anche a tutto lo staff dell’Alpstation di Isera.

Un grazie grande allo staff del Parco e ai loro insegnamenti, in modo particolare a Cristiano Trotter, Ilaria Rigatti e Chiara Grassi (nella foto), Chiara Scalfi e Manuel Righi.

Grazie infine alla direttrice dell’Apt della Val di Non Giulia Dalla Palma e all’assessore al Turismo del Comune di Cles Andrea Paternoster, per la loro presenza oggi a Cles.

Giorno 2
14 luglio 2020

Rifugio Peller – Malè

Secondo giorno con “il Lori”. Dopo aver dormito al rifugio Peller, dove abbiamo trovato un’accoglienza davvero affettuosa, scendiamo con la bici fino al laghetto, la nascodiamo tra i larici e rododendri, e di lì cominciamo a piedi verso la cima della montagna. Anche Lorenzo ha fatto qualche passo per una mezz’oretta… Aspettiamo 3 o 4 ore, camminando verso malga Tassullo e passo della Forcola, in attesa che la nebbia cali almeno un po’. Ma niente. Poi comincia qualche goccia. Così rinunciamo alla croce di vetta, torniamo sui nostri passi per riprendere bici e carretto e di lì la lunga discesa verso la valle di Sole seguendo i segnavia del Dolomiti Brenta Bike. Che bel !!!

Giorno 3
15 luglio 2020

Malè – Val Meledrio – Vallesinella – Rifugio Casinei

Ieri terzo giorno con Lorenzo.
Partiti al mattino dal camping Dimaro: in bicicletta fino a passo Campo Carlo Magno dalla bellissima val Meledrio, poi discesa verso Campiglio e quindi dentro fino al rifugio Vallesinella. Lì abbiamo lasciato la bici, per preseguire a piedi verso il rifugio Casinei, dove abbiamo dormito.

Ora… Nel cuore del Brenta per una camminata verso i rifugi!

Evvivaa!

Il Parco naturale include principalmente due gruppi montuosi. Il Gruppo di Brenta, che si trova a est del solco tracciato dalle Valli Rendena e Meledrio. E il Gruppo Adamello Presanella, che è a ovest del solco Val Rendena-Val Meledrio. I due gruppi presentano una marcata diversità geologica e geomorfologica. Le Dolomiti di Brenta hanno rocce calcareo-dolomitiche di natura sedimentaria, sono tenere, fessurabili e sfrangiate e danno spesso origine a fenomeni carsici. Il Gruppo dell’Adamello/Presanella presenta invece rocce magmatiche dure e impermeabili. Questa diversità connota anche visivamente i due gruppi.
La geologia di queste montagne è interprete di una storia lunga 350 milioni di anni.

Giorno 4
16 luglio 2020

Vallesinella – Rifugio Tuckett – Rifugio Brentei – Rifugio Casinei

Oggi quarto giorno in compagnia di Lorenzo.
Un’emozione!
Il meteo ci condiziona molto… Mamma mia quanto è instabile in questa settimana, soprattutto in montagna.
Partiti dal rifugio Casinei al mattino, diretti verso rifugio Tuckett, siamo arrivati un po’ prima di mezzogiorno. Poi le nebbie, pioviggine e la montagna che si nasconde.
Ho detto a Lorenzo che la nebbia e il vento sono cresciuti insieme e che da mille anni giocano a rincorrersi per prendersi… Il vento fa rumore ma non si vede e la nebbia si vede ma non fa rumore. Così non si prendono mai.
Abbiamo aspettato alcune ore, fino alle 17, al Tuckett, in attesa di una schiarita, camminando qua e là attorno rifugio.
Ci allontanavano fino a quando lo vedevamo sparire.
Non c’era molto lassù. Ma, a dir la verità, mi è sembrato che non ci mancasse niente.
Alle cinque del pomeriggio siamo partiti verso il Brentei e poi dal Brentei il rientro al Casinei.
Alle 19.45 eravamo sul terrazzo del Casinei pieni di tramonto. Aveva rischiarato…

La salita al Tuckett con Lorenzo, il sentiero per il Brentei e le crode dolomitiche su cui posero gli occhi gli alpinisti inglesi…

La generazione dei primi scalatori-esploratori, provenienti da Oltralpe, che volse lo sguardo ai Gruppo del Brenta e dell’Adamello-Presanella, era composta in gran parte dagli alpinisti vittoriani giunti all’Inghilterra. Per primi, essi guardarono al Gruppo del Brenta, all’Adamello e alla Presanella con un’attenzione diversa.
Nel mese di luglio 1864 John Bal salì la Bocca di Brenta assieme a Bonifacio Nicolussi. Poche settimane dopo, nell’estate del 1864, Douglas Freshfield raggiunse la cima della Presanella e nel settembre dello stesso anno Julius Payer conquistò la vetta dell’Adamello.
Alcuni anni dopo, nel 1971, Francis Fox Tuckett aprì la nuova via a Cima Brenta dalla “Bocca di Tucket”.
L’anno successivo, nel 1872, fu fondata la Sat a Madonna di Campiglio.
Prima delle “incursioni” degli alpinisti inglesi, le “terre alte” e le crode dolomitiche non erano un luogo di interesse per gli alpigiani: erano un mondo sconosciuto, di cui non ci si curava. Al montanaro interessavano le terre di mezzo, i solivi di mezza montagna, i luoghi dove era possibile coltivare, allevare e praticare l’alpeggio. Interessavano, in altre parole, gli spazi “utili”.
L’alpinismo era di là da venire…

Giorno 5
17 luglio 2020

Lago di Valagola

La batteria del telefono è scarica ma sappiamo che Alessandro e Lorenzo stanno bene e sono accampati con la loro tendina sulle sponde del Lago di Valagola.

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