Ottantuno alberi, maestosi e secolari, custodi del tempo e testimoni di storie e leggende raccontate all’ombra delle loro fronde, si innalzano qua è là nel vasto territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. A dieci di loro, i più rappresentativi, è dedicato l’ultimo volume, formato tascabile, della collana “Guide del Parco”: settantadue pagine da leggere e vivere che accompagnano il visitatore alla scoperta di alcune tra le opere più singolari della natura. Gli alberi monumentali, appunto, che, solitari o in gruppo, abitano nel Parco: i Pini cembri di Latola (Val di Fumo), l’Abete bianco di Siniciaga (Val Genova), il Larice di Bedole (Val Genova), il Larice di Garzonè (Val Genova), il Peccio di Zeledria (Malga Zeledria-Madonna di Campiglio), i Faggi di Malga Ceda (Molveno), il Faggio di Malga Stabli (Val Algone), il Lares del Lorenz (Campo Flavona-Val di Tovel), i Larici della Spora (Val dei Cavai), l’Acero di Valagosta (Val di Breguzzo).Per ogni albero o gruppo di alberi presenti nella guida ci sono tre sezioni: la prima, affidata alla penna di Roberta Bonazza, è un racconto in prima persona dell’albero che parla al visitatore narrando le vicende che, nei secoli, lo hanno visto protagonista; la seconda è una scheda con le notizie scientifiche, la cartina tridimensionale realizzata con il programma informatico Rte e le indicazioni necessarie a raggiungere l’albero; infine, il terzo e ultimo capitoletto, “L’albero nella storia”, indaga le vicende storiche di cui l’albero è stato testimone.

Gli alberi sono descritti anche attraverso una serie di fotografie accompagnate dagli acquerelli dell’artista Giovanna D’Avenia.

L’albero monumentale più vecchio è il Larice di Garzonè che ha 600 anni, quello più alto l’Abete bianco di Siniciaga che raggiunge un’altezza di 43 metri. Il Larice di Garzonè è anche quello con la circonferenza più ampia pari a 4,85 metri.        
                                              
Possono definirsi alberi monumentali quegli alberi che hanno le seguenti caratteristiche: un valore naturalistico (sono espressione dell’ambiente e delle sue caratteristiche climatiche e geografiche),  un valore artistico (sono opere d’arte naturali) e un valore culturale (gli alberi monumentali sono testimoni della storia).

La guida è stata realizzata con il coordinamento editoriale di Giuliana Pincelli e Luigina Elena Armani, che si sono occupate anche dei testi scientifici. La grafica è stata curata da Anna Demattè mentre la stampa è avvenuta presso la Litografica Editrice Saturnia. L’apparato iconografico è stato curata da Giuliana Pincelli per quanto riguarda le fotografie e Daniele Bassan per la cartografia.

“Il Parco Naturale Adamello Brenta – spiega il presidente Antonello Zulberti – ha censito all’interno dei suoi confini territoriali ottantuno alberi definiti monumentali, inserendoli poi nel Piano del Parco affinché siano tutelati e salvaguardati nel tempo. Con questa pubblicazione intendiamo dare piena attuazione alla finalità del Parco, valorizzando il connubio fra natura, cultura e storia. La realizzazione di questa guida, inoltre, rientra nella strategia complessiva del Piano di interpretazione ambientale del Parco che prevede la valorizzazione culturale dei beni ambientali”.

La guida si può acquistare presso la sede del Parco a Strembo.

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