Il 2 febbraio è stata la Giornata internazionale delle Zone Umide, protette dal 1971 dalla Convenzione di Ramsar.
Il tema di quest’anno è la convivenza possibile e necessaria tra agricoltura di qualità e tutela della biodiversità delle preziose e fragili zone umide.
"Le zone umide svolgono un ruolo essenziale per la tutela della biodiversità – dichiara Legambiente -. Sono tra gli ambienti dotati della maggiore diversità biologica e sono fondamentali per mantenere la qualità e la disponibilità dell’acqua, uno dei servizi ecologici alla base della vita di tutti gli esseri viventi. I 53 siti Ramsar riconosciuti in Italia coprono oltre 60.000 ettari del Paese, sono fondamentali per la conservazione di moltissime specie di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati. In Trentino ne troviamo solo uno: lo splendido lago di Tovel, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, nel cuore dell’areale dell’oro bruno e anche ambito di grande pregio naturalistico, di grande ricchezza anche vegetale e faunistica, tanto che ha ospitato per ben quattro anni l’esemplare maschio di lince denominato B132, che lo ha scelto come luogo adatto dopo il più lungo spostamento mai effettuato da una lince nelle Alpi. Il lago di Tovel è famoso nel mondo per il fenomeno dell’arrossamento delle sue acque, conclusosi negli anni 60. La famosa microalga che lo causava (la Tovellia sanguinea, esempio interessante degli infiniti adattamento delle forme di vita) è ancora presente nel lago, solo in minore concentrazione. Sul lago è attivo da anni anche un Centro di Alta formazione e di studio limnologico, gestito dal Muse.
Legambiente ha premiato in passato con la Bandiera Verde di Carovana delle Alpi le pratiche di mobilità sostenibile organizzate intorno al Lago dal Parco Adamello Brenta, che dimostrano che la fruizione delle zone umide può avvenire in modo intelligente e favorevole al turismo sostenibile.
Malgrado la loro importanza, dal 1900 ad oggi è scomparsa più della metà delle zone umide mondiali: una situazione gravissima che rischia di aggravare sempre di più la perdita di biodiversità che stiamo affrontando in questi ultimi decenni. Questa perdita caratterizza tristemente anche il fondovalle delle Alpi e della nostra regione. Emblematica è la residualità del piccolo biotopo del lago di Taio di Nomi (Vallagarina) o del bellissimo biotopo di Lago Pudro (Alta Valsugana), schiacciati fra infrastrutture e artificializzazione del territorio.
Per questa ragione Legambiente Trento invita i cittadini a dichiarare il proprio amore per la bellezza delle zone umide e ad esplorarle neri prossimi giorni con il dovuto rispetto la natura che esse ospitano.
Il suggerimento e l’invito è scattare delle fotografie al sito Ramsar del lago di Tovel o ad altre importanti zone umide (come il lago di Caldonazzo) nei prossimi giorni, ed inviarle (in formato compresso, ci raccomandiamo) alla mail alpinatura@legambientetrento.it e inviare i propri commenti sulla necessità di tutela di questo sito.
L’invito rivolto dall’associazione ambientalista agli amministratori è quello di rendere sempre più compatibile la coesistenza delle pratiche agricole con biotopi e aree protette, ad esempio promuovendo l’agricoltura biologica e la riduzione di dell’uso di prodotti impattanti, allontanando in modo concordato e compensato economicamente le zone coltivate dai confini delle zone umide e dei biotopi, vigilando sulla correttezza delle pratiche attuate.
In questa giornata Legambiente Trento annuncia una serie di visite guidate ai suddetti laghi nei prossimi mesi che ci separano dall’estate.
Per approfondimenti: http://www.ramsar.org/cda/en/ramsar-home/main/ramsar/1_4000_0__
Maddalena Di Tolla Deflorian
responsabile Alpi, biodiversità, animali
Legambiente Trento
0461 847435
349 2302344

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