Francesco Festi e Filippo Prosser, studiosi della Sezione botanica del Museo civico di Rovereto, sono gli autori del volume “Flora del Parco Naturale Adamello Brenta”, che è satto presentato giovedì scorso presso il Museo civico di Rovereto. Nel volume, frutto di una lunga e meticolosa ricerca, sono trattate le piante superiori spontanee o inselvatichite nel Parco e in un’estesa fascia di territorio limitrofo trentino. Le categorie accettate sono circa 1.900. Nella parte introduttiva sono considerati la storia ell’esplorazione floristica dell’area, la metodologia della ricerca e i risultati di alcune elaborazioni dei dati rilevati. Ciascuna categoria è corredata da un testo di commento e da una mappa: il primo presenta le esigenze ecologiche osservate, i limiti altitudinali, una selezione delle segnalazioni storiche (dati d’erbario e di bibliografia) ed eventuali note critiche; la seconda mostra la distribuzione nell’area su reticolo per quadranti, un diagramma di distrubuzione altitudinale ed alcuni indicatori numerici sintetici.

Altre informazioni

Il testo piu’ importante sulla flora trentina pubblicato dopo ‘La nostra flora’, del 1985, di Dalla Fior ora è ‘Flora del Parco Naturale Adamello Brenta’, che vede protagoniste tutte le piante superiori e inselvatichite del Parco Naturale Adamello Brenta, per un territorio di 620 chilometri quadrati e una fascia di territorio limitrofo pari a 593 chilometri quadrati. Il nuovo volume, di Francesco Festi e Filippo Prosser, collana Documenti del Parco, n°.17 – Museo Civico di Rovereto, è la conclusione di un lavoro iniziato nel 2001. Contiene circa 1.900 taxa, ovvero gruppi di piante. L’opera si basa sui dati bibliografici, d’erbario e, soprattutto, di campagna. Per quel che riguarda la bibliografia, sono stati ricavate 12.000 segnalazioni da 385 diverse pubblicazioni; 4.100 segnalazioni sono state tratte da vari erbari, tra cui l’erbario del Museo civico di Rovereto, del Museo tridentino di Scienze naturali e, in misura minore, di altri musei (Graz, Innsbruck, Milano, Verona, Vienna). I dati di campagna, tra il 1985 e il 2007, costituiscono la parte maggiore dell’archivio informatizzato alla base dell’opera, con 104.400 segnalazioni, di cui 51.600 riferite al Parco. Il volume si apre con una parte di carattere generale, con una corposa storia dell’esplorazione floristica della zona e varie statistiche desunte dall’archivio informatizzato. Nonostante la mole di dati pregressi, dispersi in un’infinità di pubblicazioni spesso difficili da consultare, mancava ancora un rilevamento sistematico del territorio. Per questo, a partire dal 1991 su iniziativa del Museo civico di Rovereto e dal 2001 su precisa volontà dell’Ente Parco, sono state effettuate numerose escursioni. Non è stato possibile percorrere tutto il territorio, ma la mole di dati raccolta ha comportato un balzo in avanti delle conoscenze. I taxa rilevati sono 1.911, di cui 1.401 nel Parco e 1.824 fuori Parco. Per ogni specie sono riportate una mappa di distribuzione ricca di dettagli informativi e una nota di commento, con indicazioni sugli estremi altitudinali e sulle prime segnalazioni bibliografiche. Le specie minacciate sono maggiormente rappresentate fuori Parco, quindi, a parte pochi punti critici, lo studio conferma lo stato di salute del territorio a Parco. Un ulteriore dato è costituito dal maggior numero di specie endemiche nel Parco. Alla raccolta dei dati hanno contribuito oltre un centinaio di appassionati e 26 specialisti di vari Paesi europei. (ANSA). 

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