In tanti, mercoledì pomeriggio presso la Casa del Parco “Orso” a Spormaggiore, hanno partecipato alla firma del patto di collaborazione che impegna il Parco Naturale Adamello Brenta, i comuni di Spormaggiore e Cavedago, l’Azienda per il turismo Altopiano della Paganella e lago di Molveno, gruppi e associazioni locali a realizzare progetti comuni.
L’incontro di ieri ha ufficializzato il percorso di concertazione iniziato un anno e mezzo fa con l’organizzazione di diversi incontri che hanno portato ad individuare cinque progetti condivisi, alcuni già in corso di realizzazione, altri ai blocchi di partenza.
I gruppi e le associazioni firmatarie sono: Associazione sportiva dilettantistica “Liberamente”, Associazione Cavedago vacanze, Cai-Sat Sezione di Spormaggiore, Pro loco Cavedago, Sezione comunale cacciatori, Arcieri Valli di Non e Sole, Azienda agricola biologica “Marco Osti”, Associazione culturale Spormaggiore, Circolo anziani e pensionati Spormaggiore “Belfort”, Cooperativa di solidarietà sociale “L’Ancora”, Gruppo dei colomei, Società Parco faunistico, Gruppo giovani, Associazione “Trato marzo”, Istituto Comprensivo Altopiano della Paganella, Istituto Comprensivo di Pescasseroli nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che è, insieme al Pnab, capofila del progetto “Guide della casa”.
I cinque progetti individuati attraverso il dialogo instaurato tra Parco e attori territoriali sono: “Itinerario dell’Altopiano della Paganella”, finalizzato a valorizzare e mettere in rete gli elementi di interesse storico-culturale presenti sull’Altopiano della Paganella e nei pressi del lago di Molveno; “Punto info Casa del Parco” che intende integrare l’esposizione presente nella Casa del Parco “Orso” con un punto informativo da realizzare al piano terra; “Porte aperte” che ha l’obiettivo di aumentare il periodo di apertura della Casa del Parco integrandola con le attività svolte in paese; “Abitanti della casa” che si propone di dare la possibilità, alle associazioni e ai residenti, di utilizzare, per attività o particolari manifestazioni, gli spazi della Casa del Parco; infine “Guide della casa” volto a formare i ragazzi residenti affinché possano condurre visite guidate a gruppi e classi che visitano la Casa del Parco.
Mercoledì, inoltre, sono stati illustrati agli abitanti di Spormaggiore, Cavedago e dell’Altopiano, i primi risultati dei progetti di ricerca scientifica realizzati attraverso la borsa di studio, di durata triennale, intitolata alla memoria di Giulietto Chini.
 
“Quando il Parco riesce ad avvicinare la gente – ha spiegato il presidente del Pnab Antonello Zulberti – facendosi percepire come un alleato, si supera quel problema spesso segnalato della lontananza dell’Ente dalle persone. Su questo aspetto ci stiamo  impegnando molto cercando, attraverso progetti concreti e realizzabili, di tessere reti di collaborazione”. Poi, Zulberti, ricordando la figura di Giulietto Chini, ha aggiunto: “Questa di Spormaggiore è stata la prima Casa del Parco e vogliamo che diventi una struttura vissuta dalla comunità. Intendiamo seguire i suggerimenti che Giulietto ci ha lasciato e lavorare insieme alla comunità”.
“Con questo incontro – ha osservato il direttore del Parco Naturale Adamello Brenta Claudio Ferrari – proponiamo una prima restituzione del lavoro condotto attraverso la borsa di studio istituita due anni fa e intitolata a Giulietto Chini che, per noi, rimane una presenza importante”.
“Si tratta di un momento importante – ha poi affermato il sindaco di Spormaggiore Arduino Zeni, riferendosi alla firma del protocollo – in quanto il patto di collaborazione si inserisce in un quadro più generale di programmazione che ha portato, nel 2009, ad un’operazione ascolto e di avvicinamento alle realtà del territorio. Il Parco è stato molto presente e c’è stato un proficuo scambio di idee”.
Addentrandosi nel tema del pomeriggio, Chiara Scalfi, responsabile dell’Ufficio didattica del Parco, ha introdotto il percorso che ha portato alla definizione dei cinque progetti concordati con il territorio, poi illustrati nei dettagli da Denise Bressan.
 
Filippo Zibordi, responsabile dell’Ufficio faunistico del Pnab, ha invece fornito alcune indicazioni sui progetti di ricerca scientifica e comunicazione svolti dall’area protetta sull’orso. Quindi la parola è passata a Gerri Stefani, vincitore della borsa di studio “Giulietto Chini”, che ha presentato i risultati ottenuti dall’attività di ricerca condotta nel 2009. 
“Tra gli studi effettuati – ha spiegato Stefani – c’è il monitoraggio orso che, attraverso l’analisi genetica, ha portato a determinare una popolazione minima di 30 esemplari e 38 cuccioli nati tra il 2002 e il 2009. Sono state inoltre scoperte e monitorate 65 tane di svernamento e 77 cavità potenziali utilizzate dagli orsi negli ultimi vent’anni.  Abbiamo inoltre approfondito l’effetto degli impatti antropici sulla presenza dell’orso, stabilendo che non tutte le attività umane sono contro la sopravvivenza del plantigrado. Infine è stata effettuata una serie di interviste alle persone che hanno incontrato l’orso, per capire meglio il rapporto uomini-orsi e migliorare la comunicazione su questo importante tema”.
 

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