C’era anche il Parco Naturale Adamello Brenta tra le aree protette invitate dalla Regione Emilia Romagna al workshop nazionale “Educazione ambientale nelle aree protette” tenutosi a Bologna nei giorni scorsi.

Importante occasione di confronto sullo stato dell’educazione ambientale in Italia, il workshop ha evidenziato come i parchi, regionali e nazionali, abbiano conquistato l’autorevolezza per proporsi, oggi, come prim’attori dell’educazione ambientale.

Altresì è stata sottolineata la necessità di fare rete con tutti i soggetti che, a livello nazionale, si occupano di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di una “cultura ambientale” a favore non solo di una maggiore tutela della natura, ma anche di una migliore qualità di vita per tutti.

Tra gli altri elementi emersi nel corso del workshop troviamo: la necessità di passare dall’educazione ambientale all’educazione alla sostenibilità, di integrare il tema della tutela ambientale nel contesto socioeconomico dei singoli territori e di lavorare per diffondere coscienza ambientale e senso di appartenenza.

A Bologna il direttore Claudio Ferrari e la responsabile del settore educazione ambientale Chiara Scalfi hanno presentato il Piano di interpretazione ambientale, lo strumento pianificatorio attraverso il quale il Pnab ha definito le strategie di indirizzo da applicare nei prossimi anni  in merito alle attività di interpretazione ambientale suddivise nelle tre macroaree: strutture, attività didattico-culturali e comunicazione.

Ogni anno, il Pnab coinvolge nelle attività didattiche indirizzate al mondo scolastico circa 8mila alunni. Migliaia di persone (8mila solo in occasione delle iniziative estive) sono invece coinvolte nelle attività di educazione ambientale rivolte a famiglie e adulti.

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