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L’ingresso nella rete dei geoparchi

L’Unesco ha oggi ufficializzato, nell’ambito della terza Conferenza generale dei geoparchi che si sta tenendo presso il Nature Park “TerraVita” di Osnabrück in Germania, l’ingresso del Parco Naturale Adamello Brenta nella Rete europea e mondiale dei geoparchi: 43 aree che, sotto l’egida dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, l’Unesco appunto, lavorano insieme per conservare e valorizzare il proprio patrimonio geologico. Entrando a far parte del network europeo dei geoparchi, l’Adamello Brenta fa automaticamente il proprio ingresso anche nella rete mondiale dei geoparchi Unesco. L’ingresso nella vasta alleanza dei geoparchi che stanno nascendo in tutto il mondo è dovuto alle peculiarità del patrimonio geologico che il Parco Naturale Adamello Brenta possiede, alla strategia di sviluppo sostenibile che ha adottato, alle iniziative attivate al fine di diffondere cultura ambientale e conoscenze sulla varietà geologica del territorio compreso tra l’Adamello e il Brenta e quindi sugli ambienti geologici che costituiscono il pianeta Terra. Da oggi in poi la straordinaria opera geologica del Parco Naturale Adamello Brenta e i siti di interesse che si trovano nel suo territorio di riferimento, saranno ulteriormente valorizzati e promossi in tutto il mondo attraverso la “finestra” dell’Unesco e la fitta rete di scambi che essa favorisce.
Il prestigioso riconoscimento è stato ufficializzato dalla rappresentante Unesco Margarete Patzak, in occasione della penultima giornata della Conferenza generale dei geoparchi alla quale stanno partecipando anche il presidente del Parco Antonello Zulberti e il direttore Claudio Ferrari.

Gli altri geoparchi italiani

L’Adamello Brenta Geopark, in questo che è l’Anno internazionale del pianeta Terra, si aggiunge così agli altri tre geoparchi d’Italia: quello del Beigua in Liguria, quello delle Madonie in Sicilia e il Parco geominerario della Sardegna. L’Adamello Brenta Geopark comprende sia l’area protetta vera e propria che i comuni ad essa afferenti, abbracciando un’area di 1.146 kmq.

L’iter di candidatura

L’iter di candidatura, iniziato circa un anno e mezzo fa, dopo che il progetto era stato inserito tra le azioni della Carta Europea del Turismo Sostenibile, è stato curato dal Parco Naturale Adamello Brenta, in particolare dalla geologa Vajolet Masè e dal direttore Claudio Ferrari, in collaborazione con Marco Avanzini e Riccardo Tomasini del Museo Tridentino di Scienze Naturali, Giorgio Zampedri e Saverio Cocco del Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento. Alberto Carton dell’Università di Padova ha invece collaborato allo stesura del piano di azioni, strumento guida per gli interventi di valorizzazione da realizzare sul territorio.
La prima fase è stata costituita dalla compilazione e presentazione di un dossier di candidatura seguito dal sopralluogo effettuato, nel marzo 2008, dai commissari Heinz Kollmann (Austria) e Nickolas Zouros (Grecia), che hanno visitato il Parco, analizzato tutta una serie di documenti e compilato un positivo report di valutazione che ha aperto al Parco Naturale Adamello Brenta l’ingresso tra i geoparchi Unesco.
Tra gli interventi che il Parco ha dedicato, negli ultimi anni, alla valorizzazione del suo patrimonio geologico e all’accessibilità ad esso da parte dei visitatori, troviamo il sentiero che attraversa le sorgenti carsiche di Vallesinella, il sentiero “Alla scoperta del ghiacciaio che c’era” in Val Genova, il percorso “Amolacqua” in Val Nambrone e alcuni percorsi realizzati in Val di Tovel. Prossimamente sono invece previsti interventi al Pian della Nana, in Val di Breguzzo e in Val Algone.

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