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E’ ufficialmente terminata ieri con le due escursioni facoltative a Serodoli e al Museo della Malga di Caderzone la 19° edizione del Trofeo Danilo Re ospitata quest’anno dal 9 al 12 gennaio nel Parco Naturale Adamello Brenta. La competizione sportiva tra aree protette delle Alpi si svolge da quasi 20 anni in memoria di Danilo Re, guardiaparco cuneese deceduto mentre prestava servizio nel 1995 presso l’allora Parco di Valle Pesio (oggi Parco del Marguareis) e sta diventando sempre di più un’imperdibile occasione di incontro tra dipendenti e amministratori per discutere di progetti e problemi comuni. 
Il Presidente Antonio Caola e il Direttore Roberto Zoanetti avevano ricevuto il mandato per l’organizzazione un anno fa dal Parco Nazionale francese de la Vanoise e, scordati gli iniziali timori di non saper gestire il tutto, ora che il mandato è di nuovo tornato nelle mani del comitato di pilotaggio del Trofeo, si dichiarano molto compiaciuti: “meglio non poteva andare, tutto è filato liscio, abbiamo potuto contare su un team di lavoro impeccabile, poi le perfette condizioni delle piste e l’incantevole panorama offerto dalle nostre Dolomiti di Brenta hanno completato l’opera”.
Giovedì 9 gennaio si è aperta a Pinzolo la manifestazione con la sfilata dei circa 140 partecipanti suddivisi in 31 squadre giunte da 21 parchi di 6 nazioni alpine: Italia, Francia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia. Una bella mescolanza di bandiere, culture, tradizioni e lingue accomunate da un sano amore per l’ambiente e per lo sport. Con la Banda comunale di Pinzolo in abito tradizionale ad aprire la sfilata e la fiaccola originale di Cortina ’56 portata dal Presidente di Alparc, Michael Vogel, la sfilata ha attirato anche la curiosità di chi si trovava per le vie di Pinzolo e si è radunato con gli atleti in Piazza Carera. Dopo i discorsi delle autorità tra cui anche il Presidente della Terza Commissione in seno al Consiglio Provinciale, Mario Tonina, vi è stato un momento potente ed emozionante con l’accensione del tripode da parte di due campioni che facevano parte proprio della squadra olimpica italiana in gara a Cortina ’56, Gino e Bruno Burrini di Madonna di Campiglio. Il corteo si è dunque spostato al vicino Paladolomiti che da quel momento è diventato il quartier generale della manifestazione. A parte le gare, tutti gli altri incontri, dalle assemblee ai convegni, dai buffet alle cerimonie si sono svolti qui.
Il venerdì è stata la giornata dei meeting istituzionali. Alla mattina si è svolta la assemblea generale di Alparc (Rete delle aree protette alpine) a cui era presente anche il Segretario generale della Convenzione delle Alpi, l’austriaco Markus Reiterer, durante la quale è però emersa generale la preoccupazione per i tagli ai finanziamenti delle aree protette. Il pomeriggio è proseguito con il convegno tematico dal titolo “Incontrare la fauna nel suo ambiente naturale – Programmi ed azioni per i visitatori delle aree protette alpine tra conservazione e valorizzazione di questa risorsa”. Alcuni parchi hanno presentato la loro esperienza su come cercano di soddisfare il desiderio dei visitatori di vedere dal vivo gli animali nei boschi senza però disturbarli o metterne a rischio la tutela.
Abbiamo potuto vedere come in giro per le Alpi è interpretata questa convivenza partendo da chi applica l’ipotesi zero, ossia chi cerca di evitare in tutti i modi il contatto, arrivando a chi addirittura attira gli animali con il foraggiamento per permettere ai visitatori di incontrarli più facilmente. Esperienze condivisibili o discutibili che hanno comunque lanciato la riflessione e hanno ispirato l’operato futuro dei parchi.
Venerdì sera era in programma la prima delle quattro gare, quella di fondo, disputata in notturna sulla pista Frassanida di Carisolo.
Il sabato invece è stato dedicato quasi esclusivamente alle gare, all’alba quella di scialpinismo poi quella di slalom e infine quella di tiro al bersaglio. Il tutto si è svolto tra Prà Rodont e il Doss del Sabion che magicamente emergevano dalle nuvole e hanno regalato una giornata da urlo agli atleti.
Sabato alle 18.30 ha cominciato a chiudersi il sipario sulla manifestazione con la cerimonia di premiazione delle squadre e delle singole discipline, onorata anche dalla presenza del senatore Franco Panizza
In questi giorni non sono certo mancati i momenti conviviali con la musica e l’allegria degli Avanti E’ndre giovedì sera, con il Coro Presanella e la degustazione di polenta carbonera dei Polenter di Storo venerdì sera, con la impeccabile cena di gala curata dagli studenti dell’Istituto alberghiero di Tione – Alta Formazione – capitanati dallo chef stellato Alfio Ghezzi a cui è seguita la tradizionale festa di chiusura con il raffinato repertorio della band di Mauro Fissore, il guardiaparco del Parco del Marguareis che si trovava proprio con Danilo Re il giorno dell’incidente e che, insieme al comitato di pilotaggio, assicura da quasi 20 anni dedizione a questo evento.
Al momento non è ancora perfezionata la candidatura per l’organizzazione della 20° edizione, anche se qualche anticipazione svela che probabilmente l’anno prossimo il trofeo uscirà dall’Italia. 
Dopo questi tre giorni così intensi, tra i dipendenti e gli amministratori del Parco rimane un po’ di malinconia per la partenza dei colleghi tornati nelle loro sedi ma molta di più è la soddisfazione per il pieno di complimenti e la perfetta riuscita di una manifestazione a cui tenevamo particolarmente. 

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