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“Ho molto apprezzato la risposta del territorio all’idea di fermarsi per riflettere sul tipo di turismo che vogliamo. Trovo, in questa scelta, molto rispetto per il tavolo di confronto che si è da poco costituito e per l’area protetta” così commenta il Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Joseph Masè, la notizia dell’annullamento dell’evento Dolomiti Top Music a Madonna di Campiglio. “Il Parco non è l’ente dei divieti, ma si pone da sempre l’obiettivo di sensibilizzare le comunità su quali siano i reali valori della tutela e dello sviluppo sostenibile. Ritengo che questa rinuncia sia frutto di una maggiore attenzione degli amministratori verso il nostro patrimonio naturale oltre che l’effetto dei cambiamenti culturali che sono in atto.”.

Dopo il concerto di Bob Sinclar dell’aprile scorso, infatti, il quadro politico e amministrativo, nell’ambito del quale si discute di valorizzazione della montagna, è molto cambiato. La nota “mozione Borgonovo Re” ha posto degli interrogativi molto seri sul tipo di montagna che il Trentino vuole offrire ed è stata approvata trasversalmente nel 2018 dal Consiglio provinciale. All’interno della Cabina di regia delle Aree protette si sta ora sviluppando una proposta di “Linee guida finalizzate all’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani”, da sottoporre all’esame della Giunta provinciale. Nel quadro politico, va poi considerato anche il recente annuncio della stessa Giunta provinciale di attivazione degli Stati generali della Montagna, ovvero di un percorso partecipativo a largo raggio, di ascolto dei territori trentini, nel quale si discuterà anche di montagna ed ambiente.

In questo contesto, ad inizio anno, il Parco ha lanciato un appello (leggi la news), invitando i suoi interlocutori istituzionali a fare una riflessione condivisa sull’opportunità di organizzare manifestazioni in quota e sull’idea di montagna che si vuole adottare. La percezione era che si andasse diffondendo la tendenza ad organizzare e promuovere attività di massa, tipicamente urbane, sia in quota sia nelle aree più remote dell’area protetta, senza valutarne gli impatti.

Proprio da lì, si è costituito un tavolo di confronto (ascolta l’intervista del direttore) che si è riunito per la prima volta lunedì scorso, 11 marzo. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni comunali, i rappresentanti delle Apt, delle Funivie, dei Rifugi e della SAT di tutta l’area Parco, che hanno già portato molti elementi di discussione con uno sguardo più ampio rispetto alle singole manifestazioni.

“Abbiamo affrontato le difficoltà dell’esistenza di aree sciabili all’interno dell’area protetta, le evoluzioni che questo potrebbe assumere in futuro – racconta Masè – e si è parlato della necessità di collaborazione tra operatori economici e istituzionali. Mi pare che ci fosse pieno accordo sull’idea che tutela ambientale e sviluppo economico debbano perseguire percorsi congiunti. Il Parco si approccia a questo tavolo con un focus ben chiaro, che non è affatto quello di “frenare” lo sviluppo, bensì di spingerlo insieme ai territori.”.

“Il Parco – conclude Masè – ha tra le proprie finalità anche la promozione dello sviluppo economico sostenibile e non vuole assolutamente mettere l’ambiente sotto una campana di vetro. Il nostro patrimonio naturale può e deve essere volano della nostra economia. Le nostre località, circondate da montagne considerate tra le più belle del mondo e sviluppate in termini di servizi, possono ambire a proporre un’offerta turistica unica e davvero esclusiva, dove l’ambiente e il paesaggio non hanno un mero ruolo di cornice ma rappresentano il tratto distintivo che altre località invidiano. Per questo motivo ci dobbiamo impegnare tutti affinché il patrimonio naturale sia preservato e posto al centro di iniziative sostenibili, ossia attività che consentono un godimento attuale ed allo stesso tempo non lo compromettano per le future generazioni.”.

CG/

 

 

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