Si è concluso, a  Caderzone Terme, il primo Workshop nazionale sulla Carta europea del turismo sostenibile (Cets), che ha richiamato, da tutta Italia, giovedì 14 e venerdì 15 maggio 2009, non solo i rappresentanti dei sei parchi che hanno adottato l’importante strumento metodologico per pianificare progetti di turismo sostenibile concertati con il territorio (Parco Naturale Alpi Marittime, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Parco Naturale Adamello Brenta, Parco regionale dell’Adamello, Sistema di aree protette dell’Oltrepò Mantovano, Aree protette delle Alpi Lepontine), ma anche i parchi che stanno per adottare la Carta e quelli che hanno intenzione di farlo in futuro.
Nato da un’idea del direttore del Parco Naturale Adamello Brenta Claudio Ferrari, che lo ha poi organizzato insieme ad Ilaria Rigatti, responsabile della Cets del Parco Naturale Adamello Brenta, l’incontro ha visto protagoniste, con interessanti e approfonditi contributi, numerose personalità del panorama nazionale delle aree protette come Patrizia Rossi (direttore del Parco Naturale delle Alpi Marittime), Vittorio Ducoli (direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo), Alfredo Fermanelli (direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini), Anna Maria Bonettini (direttore del Parco Regionale dell’Adamello), Massimo Truzzi (del Comune di Pegognana, capofila del Sistema di Aree Protette dell’Oltrepò Pavese), Massimo Bedini (direttore della Riserva Naturale Monte Rufeno), Beatrice Zambiasi (direttore del Parco Alto Garda Bresciano), Stefano Santi (direttore del Parco Naturale Prealpi Giulie), Lucilla Previtali (direttore del Parco Regionale del Delta del Po Emilia). Ancora Paulo Castro (verificatore della Cets) e Josep Maria Prats (responsabile dell’Area turismo del Parco spagnolo della Garrotxa), Giulio Goi (responsabile dell’ufficio tecnico-conservazione della natura del Parco Naturale Prealpi Giulie), Chiara Scalfi (responsabile settore educazione ambientale del Parco Naturale Adamello Brenta), Stefania Petrosillo (responsabile cooperazione internazionale Federparchi-Europarc Italia), Maurizio Burlando (direttore del Parco Naturale del Beigua), Nanni Villani (responsabile sviluppo sostenibile e comunicazione del Parco Naturale Alpi Marittime) e Luigi Bertone (direttore di Federparchi-Europarc Italia).
I numerosi interventi che si sono susseguiti hanno concordato sul fatto che la Cets è una grande opportunità in termini di metodo di lavoro, di co-progettazione con il territorio di una strategia di turismo sostenibile, ma ancora difetta di un piano di marketing e di promozione che intervenga a conclusione del processo di adesione alla Carta e faccia in modo che tutti i protagonisti dell’iniziativa si sentano coinvolti in qualcosa di importante che promuove l’eccellenza e la qualità del territorio.
Il workshop è stato giudicato da tutti come un’importante occasione per scambiarsi informazioni ed esperienze e prima opportunità per costruire quella rete tra i parchi certificati Cets che, ha spiegato Antonello Zulberti, presidente del Parco Naturale Adamello Brenta e vicepresidente di Federparchi per i parchi regionali, “è una necessità alla quale Federparchi intende rispondere proponendosi in un ruolo attivo di coordinamento, a partire dall’organizzazione, entro fine 2009, di un convegno, da ripetersi poi periodicamente per mantenere vivo l’interesse sulla Carta”.
Un’altra esigenza emersa è quella di far diventare la Carta europea del turismo sostenibile, attraverso il riconoscimento da parte delle istituzioni, un marchio riconoscibile e spendibile nel contesto nazionale e soprattutto internazionale, più sensibile al turismo dei parchi e all’ecoturismo.
“La Carta europea del turismo sostenibile – ha spiegato Antonello Zulberti – ci ha insegnato un nuovo modo di operare che ha il suo fondamento nella partecipazione e in progetti concreti che hanno una ricaduta sul territorio”.
“Quello del turismo sostenibile – ha aggiunto Alberto Pacher, assessore all’ambiente e vicepresidente della Giunta provinciale – è un tema che interessa la fisionomia di un territorio e per il Trentino, che ha nel turismo uno dei suoi pilastri principali, è un’importante frontiera. Per noi il tema del turismo sostenibile è il tema del Trentino sostenibile, a partire dall’urbanistica fino alla gestione delle risorse. Tra il resto buone pratiche di turismo sostenibile sono richieste anche  dai cittadini e dai turisti. Su questa strada bisogna fare ancora molto. È importante iniziare a ragionare per arrivare a forme prescrittive di regole di sostenibilità”.
Infine per Walter Zago, rappresentante di Europarc, la federazione dei parchi europei, ha affermato che “siamo in presenza di una tensione tra vecchi e nuovi, e più sostenibili, modelli di turismo. Affinché questi ultimi si affermino sui primi c’è bisogno di dare visibilità alle buone pratiche come quelle della Cets in un continuo scambio tra Italia ed Europa”.

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