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Prosegue la campagna di campionamento delle acque di fusione glaciale per alcuni ghiacciai del Parco nell’ambito del progetto CaTeNa, in collaborazione con la sezione Zoologia degli Invertebrati e Idrobiologia del MUSE di Trento. Sempre più, infatti, desta interesse comprendere la tossicità e pericolosità per la vita selvatica acquatica e per l’uomo di molti “contaminanti sintetici” presenti nell’ambiente da quando l’uomo ha iniziato a produrli. I risultati della campagna di monitoraggi 2019 hanno dimostrato che, anche nei nostri ghiacciai, la presenza di pesticidi, farmaci, sostanze per la cura personale è oramai conclamata. Nei prossimi campionamenti, programmati in particolare nella zona del ghiacciaio del Mandrone, saranno impegnati gli operatori e i tesisti dell’Unità Ricerca Scientifica ed Educazione Ambientale del Parco. Attraverso analisi specifiche condotte dal MUSE e da laboratori specializzati, si cercherà di mappare la qualità delle acque d’alta quota, valutare i rischi associati alla presenza di questa tipologia di sostanze sintetiche e comprendere il destino degli inquinanti organici accumulati nei ghiacciai nel breve e lungo periodo.

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