Ci si era dati appuntamento dopo l’estate e il calendario è stato rispettato. Il Parco Naturale Adamello Brenta, primo in Italia, sta proprio in questi giorni certificando con la Carta Europea del Turismo Sostenibile le strutture ricettive che operano nell’area protetta.
Per fare un po’ di chiarezza, la Carta Europea del Turismo Sostenibile è una attestazione ideata da Europarc Federation che finora è stata ottenuta in Italia solo da aree protette impegnate nella promozione di un turismo consapevole. Il Parco Naturale Adamello Brenta l’ha ottenuta nel 2006 confermandola poi nel 2012. Ma l’obiettivo di Europarc è quello di certificare tutta la filiera turistica, offrendo un’esperienza complessiva di vacanza e ha concepito la CETS in tre fasi:
FASE I: vengono certificate le aree protette 
FASE II: vengono certificate le imprese private del settore turistico 
FASE III: vengono certificate le agenzie di viaggio e i tour operator.

In occasione della assemblea dell’Associazione Qualità Parco a maggio 2014 era stata presentata l’intenzione di passare alla FASE II e l’opportunità per gli albergatori di puntare a questa certificazione riconosciuta a livello europeo, suscitando subito grande interesse, grazie anche al sostegno garantito da Federparchi.
Chiusa la stagione estiva, dopo un primo passaggio di valutazione interna insieme al Parco, una ventina di albergatori Qualità Parco ha inoltrato domanda e in questi giorni è nostra ospite la certificatrice, Maria Laura Talamè, referente della Carta Europea del Parco Nazionale dei Monti Sibillini per valutare i primi sette: l’Hotel Alpina di Madonna di Campiglio, l’Hotel Caminetto di Folgarida, il Parco Hotel Terme Regina Elena di Caderzone, il Garnì Lago Nembia e l’Hotel Miravalle di San Lorenzo in Banale, l’Hotel Denny di Carisolo e la nostra Casa Natura Villa Santi.

La seconda tornata di certificazioni è prevista in primavera e il Parco spera di certificare tutte le 39 strutture turistiche Qualità Parco entro l’anno.
Oltre ai vantaggi del Qualità Parco, per albergatori certificati CETS ora se ne aggiungeranno di nuovi che rappresentano un ottimo viatico per migliorare il livello qualitativo della propria offerta. Si tratta, per esempio, di occasioni di maggiore visibilità internazionale, la conoscenza di possibili fonti di finanziamento, l’opportunità di formazione mirata e scambio di esperienza con gli educational tours e la possibilità di godere di studi di mercato specifici svolti da Federparchi (es. attività di benchmarking, analisi flussi turistici, tendenze di mercato, customer satisfaction).
In attesa di conoscere gli esiti delle valutazioni, facciamo un “in bocca al lupo” agli albergatori che in questi giorni sono sotto “esame”.

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