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Si è da poco chiusa la stagione della ricerca scientifica di campo nel Parco Naturale Adamello Brenta. Una stagione iniziata con un lieve ritardo a causa dell’emergenza Covid ma che ha saputo comunque raccogliere molti nuovi dati, in modo particolare riguardo alla ricerca pluriennale “BioMiti – alla ricerca della vita sulle Dolomiti di Brenta”.

“Anche quest’anno – spiegano dall’Area ricerca scientifica ed educazione ambientale del Parco –  il Progetto BioMiti ci ha impegnato in attività di studio sulle alte quote delle Dolomiti di Brenta. Sono state raccolte preziose informazioni su chirotteri, lepidotteri e piccoli mammiferi. Per i risultati delle ultime attività dovremo attendere le elaborazioni che faremo nel prossimo periodo.”.

Questa ricerca, iniziata nel maggio 2018, è unica nel suo genere e sta impegnando l’intera area di ricerca del Parco in rilievi di tipo faunistico, floristico, climatico e geomorfologico nel tentativo di coglierne le relazioni ecosistemiche. Attraverso undici stazioni di monitoraggio (Plot) collocate a diverse quote tra i 1.900 e i 2.900 m s.l.m. sulle Dolomiti di Brenta, BioMiti ha l’obiettivo di comprendere gli effetti del riscaldamento globale in atto sugli esseri viventi. Lo scopo ultimo per l’Ente Parco è quello di trovare misure idonee ad una sempre migliore salvaguardia degli ambienti naturali.

Il Parco Naturale Adamello Brenta sta lavorando a BioMiti con un approccio multidisciplinare in stretta collaborazione con specialisti ed enti di ricerca tra cui il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari e la Sezione di Zoologia degli Invertebrati e Idrobiologia del MUSE.

Un primo confronto organico sui risultati tra tutti gli studiosi di settore coinvolti a vario titolo nel progetto, è avvenuto il 30 novembre 2019 presso la Casa del Geopark di Carisolo, in occasione del Workshop BioMiti.

La giornata è stata divisa in due fasi distinte: la mattina gli studiosi incaricati dei diversi monitoraggi hanno presentato l’esito del loro lavoro portando, nell’insieme delle relazioni, ad una descrizione approfondita dell’area del Grostè dove sono stati effettuati i lavori di campo; il pomeriggio è stato dedicato ad un brain storming nel contesto del quale i 37 presenti hanno cercato correlazioni tra le componenti ecosistemiche indagate.

Da qualche giorno sono disponibili sul sito gli atti del convegno in PDF o versione sfogliabile:

ATTI DEL WORKSHOP BIOMITI 2019

 

Le relazioni discusse nella prima parte del convegno, contenute negli atti, sono le seguenti:

  • – L’impostazione tecnica del BioMiti – R. Chirichella (Università di Sassari)
    – Geomorfologia – T. Zanoner (Università di Pavia), R. Seppi (Università di Pavia), A. Carton (Università di Padova)
    – Il suolo – A. Zanella (Università di Padova), A. Squartini (Università di Padova)
    – Grotta Raponzolo – F. Sauro (Università di Bologna)
    – L’assetto vegetazionale – L. Armani (Parco Adamello Brenta)
    – Carabidi – M. Gobbi (Museo delle Scienze – MUSE)
    – Chironomidi – V. Lencioni (Museo delle Scienze – MUSE)
    – I Lepidotteri – G. Timossi (Entomo Research srl)
    – I Chirotteri – R. Chirichella (Università di Sassari)
    – Fauna Vertebrata – M. Armanini (Parco Adamello Brenta)

CG/

 

 

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