Un libro aperto sulla storia e l’origine dell’umanità, deposito naturale di una cultura millenaria in grado, oggi, attraverso progetti locali, nazionali ed internazionali di proporsi come una nuova opportunità di sviluppo. È questo il nuovo volto della geologia presentato, oggi a Caderzone Terme, nell’ambito del molto partecipato convegno “La Via GeoAlpina dal Geoparco alle Dolomiti patrimonio Unesco” organizzato dal Parco Naturale Adamello Brenta. La geologia applicata al turismo, in una parola il geoturismo, può avvicinare l’opinione pubblica ad un tema in passato considerato “per specialisti”, offrendo nuove opportunità turistiche, ma anche stimolando una rinnovata attenzione nei confronti dell’ambiente e della prevenzione dalle calamità naturali.

Nel corso del convegno sono stati presentati quattro importanti progetti: la Via GeoAlpina, iniziativa realizzata dalla Commissione italiana per il coordinamento dell’Anno Internazionale del pianeta Terra presso l’Ispra (Istituto superiore per la Protezione e ricerca ambientale-Servizio Geologico d’Italia), con individuazione e descrizione degli itinerari a cura dell’Associazione italiana di geologia e turismo; l’Adamello Brenta Geopark (il Parco Naturale Adamello Brenta è entrato a far parte della Rete europea e mondiale dei Geoparchi Unesco a giugno 2008); il Dolomiti di Brenta Trek (itinerario per il trekking attorno alle Dolomiti di Brenta messo a punto dal Parco insieme alle Apt e ai consorzi turistici) e le Dolomiti patrimonio Unesco.

Il direttore del Parco Claudio Ferrari ha spiegato che “progetti quali il Geoparco permettono all’Adamello Brenta di perseguire strategie di integrazione europea, di entrare in reti di parchi virtuosi, di aprirsi al confronto e allo stesso tempo di qualificare maggiormente  l’azione, le strategie e il territorio del Parco, trasformando poi questo patrimonio di conoscenza e progettualità in fattore di sviluppo economico locale sostenibile”.

L’assessore provinciale Mauro Gilmozzi ha invece assicurato che la futura fondazione che gestirà le Dolomiti Unesco “valorizzerà le reti di esperienze e le strutture già oggi funzionanti come i parchi, importantissimi per il loro ruolo di enti preposti alla conservazione, alla ricerca e all’educazione ambientale”.

Luca Demicheli, segretario generale della Commissione italiana dell’Anno internazionale del pianeta Terra, a margine del convegno, ha spiegato che “tutte le iniziative nate recentemente sono importanti per divulgare e sensibilizzare a tutti i livelli, politico, sociale ed educativo, il tema delle scienze della Terra. In tutto il mondo si sta investendo sulla geologia, mentre in Italia c’è una situazione inaccettabile. Le università perdono studenti e gli investimenti governativi sono nulli. Abbiamo la protezione civile più grande d’Europa e ingentissime spese indirizzate all’emergenza, ma manca una strategia politica sulla prevenzione. Il Servizio geologico nazionale non ha le risorse economiche e umane per monitorare il territorio”. Che opportunità offre, dal punto di vista turistico la Via GeoAlpina? “La Via – ha osservato Demicheli – è uno strumento che si fornisce alle amministrazioni locali per un turismo diverso, alternativo all’escursionismo classico, in relazione con l’aspetto specifico della geologia, non solo della natura e del paesaggio, proponendo, in alcuni casi, anche itinerari molto facili, percorribili da tutti”.

Mario Panizza, presidente dell’Associazione italiana di Geologia e turismo e “padre” delle Dolomiti Unesco ha quindi spiegato che il riconoscimento quale patrimonio dell’Umanità “aumenterà l’attrattiva turistica dei territori dolomitici, incrementando il turismo estivo che però non potrà essere lasciato allo stato brado, ma dovrà essere ben regolamentato. Abbiamo diciassette mesi per rispondere alle richieste dell’Unesco e amalgamare gli aspetti gestionali che oggi differenziano le cinque province coinvolte nel progetto. Con questo progetto gli enti provinciali, che prima avevano difficoltà a coordinarsi, hanno avuto la possibilità di lavorare insieme su un tema culturale che può portare ai territori un vantaggio politico e sociale”.

Il direttore del Parco Claudio Ferrari e la direttrice dell’Apt Val di Non Giulia Dallapalma, hanno infine illustrato il progetto Dolomiti di Brenta Trek, finalizzato a riportare in montagna gli appassionati del trekking. Il Pnab si è occupato della parte hardware (itinerario e segnaletica), le aziende e i consorzi per il turismo della promozione che si sta concentrando sul mercato tedesco. L’iniziativa mette a disposizione dei trekker tutta una serie di servizi come il trasporto degli zaini presso i rifugi e si propone, inoltre, di valorizzare le malghe come punto d’appoggio e ospitalità.

Vajolet Masè (Parco), Riccardo Tomasoni (Museo Tridentino di Scienze Naturali), Giorgio Zampedri (Servizio geologico della Provincia Autonoma di Trento), Alberto Carton (Dipartimento di Geologia “G. Morandini” dell’Università di Padova) hanno fornito, sui singoli temi affrontati dal convegno, numerosi dati e informazioni, mostrando quanto il territorio dell’Adamello Brenta sia ricco di affascinanti particolarità geologiche.

Al convegno sono intervenuti anche il vicepresidente del Parco Paolo Ciardi e il sindaco di Caderzone Maurizio Polla.

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