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Via libera ieri dal Comitato di gestione, nel corso della sua ultima seduta prima delle festività natalizie, al Piano triennale delle attività del Parco Naturale Adamello Brenta per il triennio 2023-2025, che accompagna il Bilancio di previsione per lo stesso periodo. Redatto in base a quanto previsto dal Regolamento dei parchi provinciali, il documento individua gli obiettivi da realizzare, nei diversi ambiti in cui l’ente opera, nonché le priorità degli interventi.

Vediamo innanzitutto qualche cifra: il totale complessivo delle entrate previste per il 2023 (che ovviamente sarà confermato o corretto in sede di assestamento di bilancio) è di 4.781.980,06 euro. Circa 873.200 euro saranno destinati ad investimenti. Sul versante delle entrate correnti, 2.900.000 sono di provenienza provinciale (a cui si sommano 536.500 euro come contributo, sempre della Provincia, per investimenti). Circa 940.000 euro sono costituiti da entrate extratributarie generate dall’ente, in primo luogo attraverso la gestione dei servizi per la mobilità estiva. ”Stiamo mettendo a frutto il tanto lavoro fatto nell’ultimo periodo – sottolinea il presidente del Parco Walter Ferrazza – e lo rilanciamo con convinzione, in particolare per quanto riguarda il nostro contributo alla tutela e allo sviluppo del territorio, anche attraverso l’adozione degli opportuni incentivi finanziari alle attività ecosostenibili. Sul versante del personale, indispensabile per attuare concretamente quanto pianificato, nel 2023, impiegheremo in tutto 153 persone, per una spesa di circa 2.600.000 euro. Accentueremo inoltre l’impegno anche sul versante della ricerca, da cui arriveranno indicazioni fondamentali per orientare le nostre attività. Fondamentali infine le alleanze e le sinergie per rendere il Parco capofila di un movimento di idee trasformative, da tradurre in azioni concrete e di breve periodo, in grado di salvaguardare l’uomo e la sua inclusività nella natura, i beni naturali del territorio, sostenere l’economia e la qualità della vita locali, dare un contributo sul versante del cambiamento climatico”.  Bilancio e Piano delle attività, approvati ieri all’unanimità dal Comitato di gestione, vengono ora trasmessi alla Giunta provinciale per la relativa approvazione.

 Vediamo in sintesi i contenuti del documento di pianificazione approvato dal Comitato di gestione.

Il Piano individua sette ambiti di intervento:

  1. AMMINISTRAZIONE E GESTIONE GENERALE
  2. STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE
  3. MANUTENZIONE, CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
  4. ATTIVITÀ AL PUBBLICO E COMUNICAZIONE
  5. MOBILITÀ SOSTENIBILE
  6. EDUCAZIONE AMBIENTALE
  7. RICERCA SCIENTIFICA

Per quanto riguarda l’organizzazione generale, e in particolare la dotazione di personale, sono previsti nel 2023, 21 unità a tempo indeterminato del comparto delle Autonomie locali (oltre a 14 operai addetti alle attività di manutenzione e sistemazione idraulico-forestale, gestione delle Case del Parco, ricerca e educazione ambientale), e 118 unità a tempo determinato, addette a loro volta ad attività di manutenzione del territorio, ricerca scientifica e educazione ambientale e gestione dei servizi estivi di mobilità sostenibile e gestione del traffico veicolare (73 le persone previste per la gestione di questo importante servizi rivolti ai turisti ma anche ai residenti).

Per quanto riguarda la Pianificazione, nel 2023 assume particolare rilievo l’attività di ridefinizione e aggiornamento generale delle schede di riferimento del patrimonio edilizio del Parco, finalizzato ad una verifica e ad una eventuale revisione della classificazione di tutte le strutture edilizie presenti nell’area protetta. Si prevede inoltre di approvare nel corso del 2023, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, anche un nuovo Piano di incentivi finanziari (con relativo Bando Annuale), dedicato al sostegno di interventi ed azioni sul territorio coerenti con le finalità di conservazione e salvaguardia del patrimonio naturalistico, e di sostegno ad attività agrosilvopastorali che rispondano a criteri di sostenibilità ambientale. L’impatto del Piano incentivi, sotto il profilo dello sviluppo territoriale, è infatti particolarmente significativo, come già valutato nel corso del 2022.

Fra le attività prioritarie vi è inoltre l’adozione del Piano integrato della viabilità forestale della Val di Non, con valenza pluriennale. Il Piano, in considerazione della complessità dell’articolazione geografica e amministrativa dei versanti del Parco ricompresi nella Val di Non, prevede che le eventuali necessità di realizzazione di nuove infrastrutture stradali forestali inserite nei piani aziendali comunali o delle ASUC, siano validate attraverso uno strumento unico di territorio, in grado di valutare le interconnessioni tra territori, la effettiva necessità di realizzazione, le azioni da porre in  essere a fini conservazionistici. Nel 2022 si è dato avvio alla fase di raccolta delle necessità infrastrutturali, mentre nel 2023 si porterà a compimento la redazione del Piano attuativo e la sua adozione definitiva.

Ancora sul versante della manutenzione del territorio, oltre al completamento degli interventi derivanti da finanziamento sui bandi del PSR 2014-2020, si prevede fra l’altro nel 2023 il rinnovo della convenzione in scadenza, sottoscritta con l’Azienda per il turismo di Madonna di Campiglio e con altri enti proprietari (Comune di Pinzolo, Comune di Bocenago, Comune di Tre Ville, ASUC di Fisto, ASUC di Almazzago, Regole Spinale Manez, Società Funivie di Campiglio, SAT di Trento e Associazione Amici di Campiglio), per la manutenzione ordinaria, da parte del Parco, dei sentieri limitrofi all’abitato di Madonna di Campiglio (in tutto 59 sentieri per uno sviluppo di circa 97 km).

Anche nel 2023, come già detto, la gestione della mobilità sostenibile durante la stagione estiva costituirà uno degli impegni prioritari del Parco, per un impegno finanziario prossimo al milione di euro, derivante soprattutto dai costi del servizio di trasporto e dai costi del personale stagionale impiegato, che si accompagnerà a una adeguata definizione del piano tariffario delle aree di sosta a pagamento per l’utenza.

Particolare rilievo assumeranno, di nuovo, anche le attività di educazione ambientale, rivolte ad un vasto ventaglio di fruitori (alunni frequentanti le scuole del Parco, scolari che abitano all’esterno dei comuni dall’area protetta, educatori e insegnanti, visitatori e turisti, e in generale tutte le fasce della popolazione residente, custode del territorio)  e di ricerca scientifica, sulla base delle linee di indirizzo già adottate dal Parco nel 2022, che prevedono numerosi filoni di attività: oltre alla prosecuzione del progetto BioMiti, fra gli altri, anche il progetto Stambecco sul Brenta, lo studio del rapporto Preda-Predatore, il monitoraggio del Gallo cedrone e Natura 2000.

Fra gli altri impegni, anche quelli riguardanti la CETS. Portato a compimento proprio in questi giorni il processo di rinnovo della CETS fase I (attraverso la sottoscrizione dell’apposito Piano di azione), nel corso del 2023 risulta necessario dedicare attenzione alle fasi successive della Carta: CETS fase II, coincidente con il riconoscimento del marchio Qualità Parco ad operatori e strutture turistiche locali, e CETS fase III, a cui il Parco sta partecipando con Trentino Marketing, TSM Trento, le APT di ambito. Si prevede la conclusione del percorso entro l’esercizio 2023, con esito innovativo a livello nazionale.

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