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La “Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette” (CETS), strumento riconosciuto a livello internazionale per la gestione di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità in ambienti fragili come le aree protette, è stata assegnata oggi con una solenne cerimonia al castello di Stenico alle cinque Aziende per il turismo che afferiscono al Parco Naturale Adamello Brenta.

La certificazione è stata conferita dal referente di Federparchi Marco Katzemberger a Azienda per il Turismo Val di Sole, APT Madonna di Campiglio, APT Val di Non, APT Garda Dolomiti Trentino e APT Dolomiti Paganella.
Presenti all’evento gli assessori provinciali all’urbanistica e ambiente Mario Tonina e al Turismo Roberto Failoni, il presidente del Pnab Walter Ferrazza e i responsabili delle aree protette interessate. A fare gli onori di casa il sindaco di Stenico Monica Mattevi.

Il riconoscimento della CETS alle nostre APT è un traguardo importante, come sottolineato dai diversi relatori, che conferma non solo l’attenzione riservata in Trentino all’ambiente e alla sostenibilità, ma anche l’ottimo livello della collaborazione fra gli enti locali. Oggi è più che mai evidente come la gestione del turismo debba tenere conto dei delicati equilibri dell’ambiente ma anche delle preferenze del turista stesso, fattosi sempre più esigente nel richiedere un’esperienza autentica, appagante, non massificata, all’insegna del benessere ma anche della conoscenza. Le APT hanno dimostrato di avere la maturità e l’esperienza necessarie per impostare valide politiche ambientali ma anche sociali e del lavoro, oltre a stringere una duratura e fattiva collaborazione con il Parco e gli altri attori territoriali per la gestione sostenibile dei flussi turistici. Il fatto che i numeri dell’ industria turistica continuino ad essere in crescita, generando ricadute positive anche sulle comunità locali, dimostra che questa è la strada giusta, che i visitatori apprezzano sinceramente il nostro approccio, e che il turismo rappresenta una risposta concreta ed efficace al problema dello spopolamento delle montagne.

La data non era stata scelta a caso, essendo oggi la Giornata europea delle aree protette. Il riconoscimento della CETS Fase III alle cinque APT presenti all’interno dei confini del Parco Naturale Adamello Brenta è il primo atto di questo genere in Italia, dal momento che in Trentino le norme provinciali che disciplinano l’attività delle Aziende per il Turismo attribuiscono loro mansioni riguardanti, oltre alla promozione del territorio, anche l’aggregazione di servizi turistici. In Trentino, insomma, le APT concorrono a creare l’offerta a livello locale e a gestire la sua commercializzazione.

La certificazione delle APT chiude il cerchio del percorso fatto dal territorio all’interno della Carta Europea del Turismo Sostenibile, uno strumento che si articola in tre parti o fasi, a cui corrispondono di volta in volta soggetti diversi. Dopo la certificazione del Parco stesso, nel 2006 (arrivata oggi alla terza rivalidazione), nel 2015 l’area protetta aveva attivato la fase II con il conferimento della Carta alle strutture ricettive diventate partner dell’area protetta nella riduzione degli impatti ambientali. L’obiettivo era far sì che il turismo potesse contribuire positivamente a sviluppare un’economia “virtuosa” che promuove e sviluppa il potenziale e le risorse locali. Fra i parametri da rispettare quelli relativi ad esempio al risparmio energetico, al corretto smaltimento dei rifiuti, ma anche alla valorizzazione dei prodotti locali e all’assistenza prestata al turista affinché possa vivere un’esperienza all’insegna della sostenibilità.

Ora è la volta della fase III, riservata agli operatori turistici. “Per le nostre APT significa tagliare un traguardo importante – ha detto il sindaco Mattevi – che dimostra la loro attenzione al tema della sostenibilità, nella convinzione che rappresenti una risorsa importante per lo stesso settore turistico”.

“Come Provincia autonoma di Trento ci crediamo molto. – le ha fatto eco il vicepresidente Tonina – Il Parco Naturale Adamello Brenta è il primo in Italia ad affrontare la fase III della CETS, certificazione che si basa su accordi volontari, per la definizione di un percorso di sostenibilità che coinvolge i soggetti del territorio. Il tutto si inserisce in quella Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile che abbiamo a nostra volta condiviso con gli attori istituzionali, economici e sociali, e che incontra oggi soprattutto la sensibilità delle giovani generazioni. Il turismo sostenibile rappresenta un alleato in più per diffondere le buone prassi ambientali fra i cittadini, coniugando tutela della natura e sviluppo economico”.

“La consegna di questa certificazione – ha commentato il presidente del Parco Walter Ferrazza – è l’occasione per riconoscere il ruolo, tra le aree protette, del Parco naturale Adamello Brenta, che si conferma precursore a livello nazionale nell’implementazione di politiche di sviluppo sostenibile, in stretta collaborazione con gli altri attori del territorio. Oggi ci confermiamo primi in Italia per la nostra attenzione verso la natura. L’esperienza della Carta è un’esperienza di qualità, che certifica la nostra attenzione alla cultura identitaria, alle radici, ma anche al tema dell’accoglienza”.

Marco Katzemberger, membro della Giunta esecutiva di Federparchi, ed imprenditore che è stato fra i primi ad aderire alla CETS Fase II, ha ricordato come coniugare turismo e sostenibilità sia una vecchia sfida. “Ma ci siamo riusciti. – ha chiosato – Il mio percorso di albergatore mi ha portato dapprima a guardare con diffidenza il mondo delle aree protette ma in seguito ad abbracciarne l’operato e ad entrare in Federparchi. In questa veste ho viaggiato molto e ho potuto constatare come ovunque il Trentino in tema di sostenibilità sia visto come fra i primi al mondo. Ci aspetta ora un impegno molto importante per diffondere la fase III in tutta Italia, ma il traguardo di Trento ci mostra che la strada giusta è questa”.

Delio Picciani, Ad di TSM-Trentino School of Management, ha ricordato il supporto offerto agli assessorati provinciali in materia di sostenibilità, sforzandosi di coniugare e far coincidere le esigenze del turismo e dell’ambiente. “Quando ci sarà bisogno – ha detto – TSM, forte delle competenze maturate in questi stetori strategici del sistema-Trentino, sarà sempre a disposizione con il suo impegno e la sua professionalità”.

Tullio Serafini, a nome delle APT del Parco, ha espresso la soddisfazione delle aziende del turismo per il loro impegno, unico a livello nazionale. “Stiamo portando avanti iniziative congiunte su vari versanti, in sinergia con tutti i soggetti pubblici e privati, in primo luogo il Parco. Ad esempio il progetto Let’s green, per l’eliminazione della plastica monouso, che per ora coinvolge 10 rifugi, e poi le iniziative sul versante della mobilità sostenibile. L’obiettivo di fondo è tracciato dall’Agenda 2030 ed è l’impatto 0 sul versante delle emissioni. Lo chiediamo ai visitatori e lo facciamo nostro, impegnandoci in prima persona con scelte forte e coerenti”.

In chiusura e prima delle firme l’intervento dell’assessore Failoni, per il quale “oggi abbiamo capito tutti che il turista è molto sensibile al tema della sostenibilità. Spetta alle APT sensibilizzare le comunità locali e il settore alberghiero sull’importanza di queste certificazioni. Far conoscere la CETS, farne comprendere i benefici agli operatori è la nostra missione imprescindibile”.

Cos’è la CETS

La Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS) è un riconoscimento concesso dalla Federazione EUROPARC, un’organizzazione che riunisce aree protette europee e che ha definito una propria metodologia per lo sviluppo del turismo sostenibile.

La CETS si basa su impegni e accordi volontari tra gli attori coinvolti nella definizione di una strategia locale a favore del turismo sostenibile, definita come: qualsiasi forma di sviluppo turistico, proposta o attività che rispetti le risorse naturali, culturali e sociali, e che contribuisca in modo positivo ed equo allo sviluppo economico e alla soddisfazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette.

L’attuazione della Carta europea per il turismo sostenibile è stata progettata in tre Parti:

  • nella Parte I le aree protette attivano processi partecipativi con operatori turistici, istituzioni e altri attori locali sul tema della sostenibilità del turismo, dove tutti gli attori si prendono alcuni impegni
  • nella Parte II, le imprese turistiche presenti all’interno dei comuni delle aree protette certificate possono ottenere il riconoscimento da parte dell’area protetta in cui operano. Nell’area del Parco hanno aderito in particolare imprese del settore ricettivo, che sono diventate così partner dell’area protetta nella riduzione degli impatti ambientali, affinché il turismo possa contribuire positivamente a sviluppare un’economia virtuosa che promuove e sviluppa il potenziale e le risorse locali.
  • nella Parte III, i tour operator attraverso accordi con le aree protette, possono aderire alla Carta. In Trentino, anche in virtù delle attribuzioni riconosciute dalla normativa provinciale, i primi soggetti ad accedere al riconoscimento sono le APT, che svolgono come noto mansioni riguardanti non solo la promozione del territorio ma anche la commercializzazione. Ma al riconoscimento possono accedere anche i tour operator privati, e in futuro è probabile che ciò avvenga.

Immagini a cura dell’ufficio stampa.

Interviste: Tonina – FailoniSerafiniFerrazza

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