Da Madonna di Campiglio (1514 m) si raggiunge Vallesinella seguendo la strada sterrata (di circa 5 chilometri) che corre lungo il versante occidentale del Monte Spinale fino al rifugio Vallesinella, dove vi è un ampio parcheggio. Vi si può arrivare anche percorrendo l’antico sentiero che parte all’altezza della stazione della telecabina dello Spinale e taglia il versante occidentale del Monte Spinale con percorso pianeggiante, chiamato “Sentiero dell’orso”.
La Vallesinella è percorsa da un ramo del Sarca, detto di Vallesinella, che sgorga dalle montagne e, nel suo tumultuoso scorrere, scolpisce tre gruppi di scenografici salti d’acqua: le Cascate alte, quelle “di mezzo” e quelle “di sotto”.
I versanti sono ammantati di fitti boschi fino alla quota di circa 2000 metri: nella parte bassa dominano faggi ed abeti bianchi.
Un fitto bosco ne ricopre la parte bassa mentre nella parte alta della valle sono ben riconoscibili le tracce dell’antica modellazione glaciale, insieme alla presenza di alcune vedrette: sono quelle di Vallesinella inferiore e superiore, la Vedretta di Tuckett e quella di Brenta superiore. Caratteristica la presenza di alcuni fenomeni carsici (sorgenti, marmitte, ponti naturali) in particolare in prossimità delle cascate (per approfondire è disponibile il depliant "Vallesinella -Suggestioni d'acqua e di pietra" - 4,51 MB). Un’ulteriore interessante peculiarità geo-morfologica è la presenza di una serie di grotte scavate nella Dolomia il cui ingresso si trova nel mezzo delle pareti: sul Torrione di Vallesinella (lunghezza circa 523 metri) e sul Castelletto di Mezzo (lunghezza circa 386 metri).
Dalla strada, circa un chilometro prima di giungere alla Vallesinella, si stacca sulla destra il sentiero che scende al rifugio Cascate di mezzo (1398 m), ai piedi del più spettacolare dei tre salti d’acqua.
Questa cascata è raggiungibile anche da Malga Bassa in Val Brenta, salendo alla radura del Prà del Casòn (Malga Fratte) e incontrando la cascata di sotto. Le Cascate alte si raggiungono dal rifugio Vallesinella imboccando, verso est, la strada forestale (segnavia n. 382) per la teleferica del rifugio Tuckett. Si risale lungo una successione di scalette e ponticelli con parapetti, tra i suggestivi salti d’acqua delle cascate, giungendo quindi alla conca di Malga Vallesinella di sopra (1681 m), ora abbandonata. Si prosegue verso ovest sul sentiero 371 bis fino al rifugio Casinèi (1825 m.). Da qui con il sentiero n. 317 si sale ai rifugi Tuckett e Sella in alta Vallesinella; oppure, seguendo il sentiero Bogani (segnavia n. 318), si può raggiungere il rifugio Brentei in alta Val Brenta. Dal rifugio Casinei, scendendo sulla destra nel bosco, si ritorna a Vallesinella (segnavia n. 317).
Nell’alta Vallesinella, a 2272 metri, ai piedi della Vedretta di Tuckett sorgono i rifugi “Quintino Sella” e “F.F. Tuckett” (ex Berliner Hutte), di proprietà della Sat, costruiti tra il 1904 ed il 1906. Facilmente accessibili (1 ora 45 minuti dal rifugio Vallesinella, 1 ora e 20 minuti dalla stazione delle telecabina a Passo del Grostè), sono tra i più frequentati del Brenta. Rivestono grande importanza alpinistico-escursionistica come punto di partenza per le classiche ascensioni a Cima Brenta e al Castelletto Inferiore.
In prossimità dei rifugi inizia il sentiero “Sosat”, un tratto del celebre sentiero “delle Bocchette”, mentre dalla vicina Bocca di Tuckett partono la Via delle Bocchette Alte, il sentiero “Alfredo Benini” ed il sentiero “Osvaldo Orsi”. Dal rifugio si può osservare una serie di interessanti fenomeni glaciali. In questa parte della valle, infatti, si ritrovano tutte le fenomenologie proprie dei grandi ghiacciai alpini: il circo collettore principale con i nevai laterali, le valli laterali pensili, i seracchi. I dintorni del rifugio e della Bocca di Tuckett sono inoltre caratterizzati da alcune significative presenze floristiche.
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