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Da Tuenno si imbocca la strada provinciale n. 14 della Val di Tòvel, che costeggia il Rio Tresenga e risale la valle fino al parcheggio in località “Capriolo”.
La Val di Tovel è situata nel settore settentrionale del Gruppo di Brenta. Si insinua per 17km tra il sottogruppo settentrionale ed il Monte Peller a ovest, il massiccio della Campa a est, fino all’imponente circo roccioso che circoscrive l’alta valle, tra il passo del Grostè e il Passo della Gaiarda, nel cuore del massiccio dolomitico. Per la sua estensione la valle è caratterizzata dalla presenza di ambienti fortemente differenziati. Superato, all’imbocco della valle, il dosso di S. Emerenziana, con l’antica chiesetta-romitorio del XVI secolo, si procede tra le strette e verticali pareti rocciose scavate dal Rio Tresenga. Dalla località Cantier (dove un tempo sorgevano i depositi di tronchi destinati alle ferrovie e ai cantieri navali) la valle si presenta più aperta. Il fondovalle è caratterizzato da una zona umida ricca di pozze naturali che si trova ai margini della distesa delle Marocche, detta anche “Glare, un caotico e spettacolare deserto di pietre ancora scarsamente popolato dalla vegetazione e originato dalla gigantesca frana che nel 1300 precipitò dal Monte Corno. Oltre il lago di Tòvel la valle prosegue con il nome di Valle di S. Maria Flavona. Poco sopra la Malga Pozzòl il bosco lascia il posto alle praterie alpine del Campo di Flavona, segnate dai relitti delle peccete e dei lariceti tagliati nel corso del 1800 durante la costruzione della Ferrovia del Brennero.
Tra le specie faunistiche presenti nella valle troviamo il camoscio, il capriolo, la marmotta, la lepre, la volpe, il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca, il francolino, la coturnice, il corvo imperiale. Rettili, rane, rospi e il salmerino alpino vivono nel bacino del lago. La Val di Tòvel costituisce un vero e proprio giardino botanico alpino: dai 600m di S. Emerenziana ai 2900m delle cime Grostè e Vallazza si trovano rappresentate tutte le fasce vegetazionali, ciascuna caratterizzata da particolari associazioni vegetali. Nei boschi più appartati della valle sono vissuti gli ultimi esemplari autoctoni di orso bruno alpino, la presenza del quale rappresenta un indice inequivocabile della naturalità degli ambienti. Un incontro con l’animale costituisce un evento rarissimo. Per questo motivo la conservazione degli ultimi esemplari di orso bruno alpino, e quindi la reintroduzione attraverso il progetto Life Ursus, sono state due fondamentali azioni di tutela esercitate dal Parco Naturale Adamello Brenta. Di notevole importanza culturale ed ecologica sono gli alpeggi di Malga Tuena, Dena, Pozzòl e Flavona, ancora oggi utilizzati seppur in minor misura rispetto al passato.
Nella parte centrale della valle si trova il lago di Tovel le cui acque limpidissime assumono incredibili tonalità di blu e di verde. Nei mesi estivi, fino ai primi anni ’60, era soggetto ad un fenomeno di arrossamento naturale, unico al mondo per intensità di colore ed estensione. All’origine del fenomeno la presenza nel lago di un’alga microscopica (per decenni conosciuta come Glenodinium sanguineum, oggi ribattezzata Tovéllia sanguinea), tuttora presente nel lago, ma con concentrazioni molto più basse. Questa alga contiene nel plasma sostanze oleose colorate da pigmenti carotenoidi che in determinati periodi la fanno apparire rossa. Nel periodo estivo, a seguito del riscaldamento dell’acqua del lago, le alghe risalivano verso la superficie con concentrazioni di 2-3000 microrganismi per centimetro cubo di acqua. Dal 1964 il fenomeno non si è più ripetuto. In questo anni il Parco Naturale Adamello Brenta, nato anche per tutelare questo affascinante fenomeno, ha collaborato ad un complesso progetto di ricerca, denominato S.A.L.T.O., che ha individuato come causa più probabile del mancato arrossamento la carenza di nutrimenti nelle acque del lago.
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