La Val di Fumo si raggiunge dalla Val del Chiese, nei pressi di Pieve di Bono. È introdotta dalla Val di Daone, grandiosa porta d’ingresso meridionale del Parco, che conduce dai soleggiati terrazzi collinari ricamati dalla vite e dal castagno fino al regno dei ghiacciai dell’Adamello.
La Val di Breguzzo, che prende il nome dall'omonimo borgo delle Giudicarie dal quale si diparte, è compresa nel Parco per il suo tratto superiore. È un terriotrio di forti contrasti, nel quale la quiete armoniosa dei prati montani si accosta all'asprezza di zone selvagge e solitarie.
Da Tione si risale verso le località di montagna, fino ai piedi delle cime adamelline. Le vette si riflettono in due specchi d’acqua turchina creando un incantevole gioco di riverberi e forme. Sono questi i laghi di Valbona, un’area suggestiva dove la vegetazione primordiale delle Alpi si svela in tutta la sua bellezza.
La Val di San Valentino, raggiungibile dai paesi di Javrè, Darè e Vigo Rendena, all’imbocco sud dell’omonima valle, è l’immagine di secoli di pastorizia che hanno plasmato un paesaggio agreste di rara suggestione, fatto di prati, baite, fienili, stradine selciate e malghe ritagliate nel fitto del bosco.
Da Pelugo o da Spiazzo Rendena fino sotto le pendici orientali del Carè Alto, la Val di Borzago accoglie i visitatori che amano abbandonare le mète del turismo di massa per scoprire luoghi incantevoli dove il tempo scorre lento, seguendo il ritmo delle stagioni.
La valle alpina che sale da Carisolo, in Val Rendena, separa il massiccio dell’Adamello da quello della Presanella. Da un secolo e mezzo incanta i viaggiatori e gli alpinisti di tutto il mondo per i suoi grandiosi scenari naturali: selvaggi versanti ammantati da boschi, inaccessibili rupi, verdissimi pianori incantati, vertiginose cascate, immacolati ghiacciai.
La Val Nambrone e le sue valli laterali descrivono, nel massiccio della Presanella, un grandioso triangolo, delimitato a sud-ovest dalle creste a confine con la Val Genova, a nord dallo spartiacque con la Val di Sole, a est dai monti che digradano verso Madonna di Campiglio e Passo Campo Carlo Magno. Si raggiunge dalla strada che, tra Carisolo e S. Antonio di Mavignola, si stacca dalla viabilità principale.
Segna il confine tra mondi alpini assai diversi. La sua parte più elevata, compresa nel Parco, rappresenta una sorta di “ponte” teso a raccordare i due grandi corpi territoriali dell’area protetta, l’Adamello-Presanella e il Brenta. Per attraversarla si parte dal primo tornante tra Dimaro e Passo Campo Carlo Magno.
Principale “porta” d’ingresso occidentale al fiabesco mondo di roccia delle Dolomiti di Brenta, la Vallesinella conduce dai mondani luoghi del turismo al regno dei pallidi castelli pietrificati. È infatti accessibile sia da Sant’Antonio di Mavignola sia, ancor più comodamente, da Madonna di Campiglio.
Ammantata da estesi boschi la valle ospita, nel suo tratto più elevato, sbarrato da una soglia morenica, il lago di Valàgola (1595 m), uno tra i pochi specchi d’acqua del Gruppo di Brenta. Presso le sue quiete rive sorge Malga Valàgola, che ospita una foresteria del Parco. Si raggiunge dal paese di S. Antonio di Mavignola, in Val Rendena, a poca distanza da Madonna di Campiglio.
Si apre su un vasto ed emozionante teatro di rupi, ghiaioni e guglie bordato da piccoli ghiacciai. È una delle “perle” più preziose nello scrigno del Parco. Quassù, ai piedi di cime ardite, si trovano i rifugi alpini e un’ampia rete di sentieri. La Val Brenta si raggiunge dal paese di S. Antonio di Mavignola.
A sud ovest delle Dolomiti di Brenta, è raggiungibile dal Comune di Montagne. Custodisce paesaggi alpini e ambienti ancora integri, nei quali la secolare attività dell'uomo si è inserita armoniosamente.
Raggiungibile imboccando la strada che si stacca dalla provinciale tra Stenico e Ragoli, la Val d’Algone, con i suoi 15km di sviluppo è una delle più vaste valli del Parco. Per l’asprezza del paesaggio, nonostante la millenaria frequentazione umana, conserva ancora luoghi selvaggi e solitari.
La Val d’Ambiez si sviluppa da San Lorenzo in Banale fino al Rifugio Al Cacciatore (1820 m), raggiungibile in due ore e mezzo di cammino. Davanti all’escursionista che raggiunge il Rifugio si apre, tra le formidabili pareti del massiccio della Cima Tosa, l’anfiteatro naturale del Gruppo di Brenta.
È la principale e più diretta via d’accesso orientale al Gruppo di Brenta. In pochi chilometri conduce dalle rive del Lago di Molveno al cuore delle Dolomiti di Brenta.
La si imbocca da Spormaggiore e Cavedago. Territorio di grande importanza naturalistica è caratterizzato dalle frastagliate guglie calcaree e dolomitiche che digradando sui versanti boscati della bassa Val di Non.
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