Val Meledrio

Come si raggiunge


Dall’abitato di Dimaro in Val di Sole si segue la statale n. 239 in direzione Passo Campo Carlo Magno e Madonna di Campiglio fino al primo tornante. Da qui si distacca una stradina che, costeggiando il torrente Meledrio, risale la valle fino al Passo.

L’ambiente


Antica via di comunicazione tra la Val di Sole e la Val Rendena, la Val Meledrio separa la Catena settentrionale del Gruppo di Brenta dalle estremità nord orientali del Gruppo della Presanella.Visualizzazione 3D - Val Meledrio Di antica origine tettonica, geologicamente costituisce un punto di contatto tra le rocce tonalitiche di origine vulcanica del Gruppo della Presanella e quelle calcaree (dolomie) del Gruppo di Brenta. È bagnata dal torrente Meledrio che nasce nel lago delle Malghette e che prima di gettarsi nel Noce, all’altezza di Dimaro in Val di Sole, riceve altri affluenti dalle ripide vallette che scendono dal versante occidentale del Brenta. Gualtiero Laeng la chiamò “Val della selva”, un chiaro riferimento all’elemento predominante estremamente selvaggio, essendo caratterizzato da fitti boschi di conifere e da ripidi ghiaioni sopra i quali si innalzano le pareti verticali della Catena settentrionale del Brenta: Cima Sassara, Cima delle Livezze, Cima Scale, Cima del Vento, il Sasso Rosso e il Monte Peller. La Valle della Malghette costituisce la sua testata principale; è separata dalla conca di Nambino dal Monte Zeledria e dal Monte Nambino; le Cima Lastè e Artuich la separano invece dalla Val Gelada. La Valle delle Malghette è caratterizzata dalla presenza di numerosi laghi glaciali: lago Alto, i Tre laghi, lago Scuro, lago Artuich, lago delle Malghette. Quest’ultimo rappresenta il lago più esteso nel Gruppo della Presanella. Sulla sua sponda orientale sorge il rifugio Malghette (1891 m) che si raggiunge in circa 1 ora e 20 di cammino da Passo Campo Carlo Magno. Il Passo Campo Carlo Magno (1681 m), una larga sella di praterie circondate da fitti boschi, costituisce lo spartiacque tra il bacino del Sarca e il torrente Meledrio (bacino del Noce).

Alla scoperta della Valle


Prima della costruzione della statale 239 si risaliva da Dimaro a Campiglio lungo una vecchia strada ribattezzata la “Strada dell’Imperatore”.Visualizzazione 3D - Val Meledrio Di qui, infatti, era solito transitare l’Imperatore d’Austria e Ungheria Francesco Giuseppe in occasione dei suoi soggiorni a Campiglio (l’ultimo è datato 1902). Il percorso attraversa ancora oggi gli ambienti più selvaggi della valle. Partendo da Dimaro (772 m), si raggiunge il primo tornante della statale 239 per Madonna di Campiglio. Da qui si distacca una stradina sterrata che costeggia il torrente Meledrio. Dopo una vecchia “calcara” dove si produceva carbone da legna, ancora visitabile, si sale attraverso il bosco di larici che ricopre le pendici del Dosso di Santa Brigida, sede di un antico ospizio fin dal XIV secolo. Una stretta forra rocciosa, dove il torrente Meledrio forma alcune belle cascate e la strada corre intagliata nella roccia viva, costituisce il punto più suggestivo di questo itinerario.
Raggiunto il Ponte del Pissòl si toccano quindi i ruderi di Malga Centonia e attraverso una foresta di abete rosso ci si porta sull’altro versante della valle alla Malga Mondifrà (1632 m), quindi al Passo Campo Carlo Magno (circa 5 ore da Dimaro).

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