Val d'Algone

Come arrivare

Da Stenico si segue la strada provinciale n. 34 in direzione di Ragoli fino al ponte del Lisan sul Rio Algone. Prima del ponte si imbocca sulla destra la strada asfaltata che risale la Val d’Algone. Per chi arriva da Tione e Ragoli l’accesso è sulla sinistra.
Dalla provinciale n. 34, girando sulla destra subito dopo il ponte del Lisan, si raggiunge l’antico abitato di Irone, ai piedi del Monte Iròn. Il borgo conserva ancora molte delle sue antiche architetture rurali con tipici elementi alpini tra cui la chiesetta di San Giacomo maggiore, situata poco fuori dall’abitato di origine medioevale. Il paese fu ripetutamente abbandonato perché colpito dalle epidemie di peste, ultima in ordine di tempo quella dell’anno 1630 descritta da Alessandro Manzoni nei “Promessi Sposi”.

Alla scoperta della valle

La Val d’Algone è situata nella parte sud orientale del Parco Adamello Naturale Brenta, nel settore meridionale del Gruppo di Brenta.Visualizzazione 3D - Val d'Algone Tra le valli meno conosciute del Parco, si distende tra la forra di Ponte Pià creata dal torrente Sarca e il Passo del Gotro 1847m, che la mette in comunicazione con Valagola. La valle, percorsa in tutta la sua lunghezza dal Rio Algone, si sviluppa lungo un asse sud-nord. È chiusa tra le cime della catena del Sabbion – Tov – Iron, che la separano dalla Val Rendena sulla sinistra e dalla lunga cresta del Castello dei Camosci e del Sottogruppo del Vallon sulla destra. Il suo fondovalle è percorso da una strada carrozzabile di 15km che giunge fino a malga Movlina.
Dal ponte del Lisan si risale il primo tratto, piuttosto stretto e aspro, poi si entra nei boschi di abeti e faggi verso il Prà del Ban attraversando il Rio Algone al ponte di Carner, di Limandos e al ponte della Sega. Da qui in avanti l’orizzonte si apre ed il paesaggio si fa più vario, in un alternarsi di pascoli alpini circondati da un fitto bosco, con le tipiche baite e le malghe, sopra le quali si innalzano le cime del Brenta. Sulla destra la Cima della Rocca presenta alcuni interessanti fenomeni di erosione. In prossimità del rifugio Ghedina 1120m si possono ancora osservare i ruderi di una antica vetreria del 1700, esempio di archeologia industriale.
Proseguendo si raggiungono i prati d’Algone, Malga Nambi e quindi Malga Movlina, posta su una balconata naturale da cui si ammirano l’intera valle e le montagne prospicienti del Ggruppo Adamello- Presanella. Una leggenda narra che in prossimità della malga si tenne nel 1115 un “Giudizio di Dio”, voluto dal principe vescovo Eberardo, tra il campione del Bleggio e quello della Rendena per il possesso della zona contesa tra le due comunità per il pregio dei suoi pascoli. Da Malga Movlina si può proseguire fino al Passo del Gotro (sentiero n. 354) e quindi al Passo Bregn de l’Ors, 1836m, da qui si può raggiungere il rifugio XII Apostoli in Val Nardis (sentiero n. 307) o calare nell’incantevole Valagola (sentiero n. 324), oppure salire verso il Doss del Sabion (sentiero n. 357).

L’ambiente

Dal punto di vista naturalistico la Val d’Algone presenta una straordinaria ricchezza di specie arboree, arbustive ed erbacee.Visualizzazione 3D - Val d'Algone La fauna è varia e può godere di ampi spazi incontaminati: i caprioli si possono osservare nel fondovalle e ai limiti delle numerose radure, i camosci frequentano le pendici rocciose di Cima Vallon e del Castello dei Camosci, nella Val di Sacco si incontra facilmente la marmotta. In questa zona del Parco nidificano anche alcune coppie di aquila reale. Dal punto di vista geologico la Val d’Algone rappresenta la linea di contatto tra le rocce cristalline tipiche del Gruppo dell’Adamello-Presanella e le più antiche rocce calcaree delle cime del Gruppo di Brenta.
Le due principali valli secondarie della Val Algone, quella del Vallon (sentiero n. 359) e la Val di Sacco (sentiero n. 341), sono selvagge, impervie e poco colonizzate dalla vegetazione arborea che in questo settore si ferma attorno a 1300m.

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