L'impegno del Parco nei confronti dell'orso prosegue, con l'obiettivo finale di facilitare il raggiungimento di una popolazione minima vitale sulle Alpi Centrali.
Le attività condotte nell'ambito del Progetto Orso del Parco prevedono:
Le iniziative intraprese e coordinate dal Gruppo di Ricerca e Conservazione dell'Orso Bruno del Parco sono:
Orso - Monitoraggio tane
Conoscere le aree utilizzate dall'orso per lo svernamento consente di indirizzare le misure di conservazione e le politiche di sviluppo territoriale in modo da minimizzare le possibilità di conflitto con le esigenze ecologiche della specie. Con questo obiettivo, a partire dalla primavera del 2005 è stata avviata un'indagine di campo volta ad individuare, caratterizzare e georeferenziare, mediante l'utilizzo di un GIS, il maggior numero possibile di tane di svernamento. In particolare, le ricerche condotte anche grazie al prezioso contributo di personale volontario hanno consentito di individuare un totale di 63 siti di svernamento di orso bruno, per la maggior parte in caverne carsiche naturalmente idonee allo svernamento.
A partire dal 2008 è stata avviata un’analisi delle caratteristiche dei siti di svernamento durante il periodo invernale, mediante l’utilizzo di sensori che rilevano la temperatura e l’umidità a livello del giaciglio. L'indagine è tesa a comprendere se il microclima interno alle cavità influenzi le scelte dei plantigradi nel delicato periodo dell'ibernazione.
Orso - Alimentazione
Con l'obiettivo di approfondire le conoscenze in merito alle preferenze trofiche della specie in Trentino, analizzando al contempo le caratteristiche del comportamento alimentare della neo-colonia a pochi anni dal rilascio nel nuovo territorio di vita, a partire dal 1999 è stata impostata un'attività di raccolta degli escrementi reperibili sul territorio e successiva analisi di laboratorio mirata all'identificazione delle fonti trofiche riconoscibili in quanto indigerite. Terminata questa fase, il progetto prosegue nel tentativo di tovare nuove metodologie per l'identificazione delle componenti trofiche appetite.
Nel 2007, il Parco Naturale Adamello Brenta ha avviato un’apposita ricerca tendente ad approfondire la conoscenza dei possibili effetti delle attività antropiche sull’orso bruno. L’indagine, basata su opinioni qualificate e scientificamente riconosciute (expert based opinions) relative ai possibili impatti causati da strutture (impianti da sci, strade forestali, etc.) e attività di vario genere (tagli forestali, sci fuori pista, etc.) sui plantigradi, ha permesso di redigere un documento di sintesi che recepisce i diversi pareri raccolti, evidenziando i casi in cui gli esperti risultano concordi.
Partendo dalla definizione di quelle che sono le attività o situazioni in grado di avere degli effetti sul plantigrado o sul suo habitat, l’elaborato ha permesso di rilevare i momenti più critici e le conseguenti eventuali reazioni degli animali al disturbo che possono comportare variazioni comportamentali e/o problemi di conservazione della specie.
Sono inoltre stati analizzati e messi in evidenza gli effetti, il raggio d’azione, l’influenza sul comportamento degli orsi e sul loro habitat di 13 attività umane o situazioni quali: selvicoltura; agricoltura; allevamenti/pascoli, attività zootecniche; apicoltura; attività estrattive; caccia; attività turistiche e ricreative; attività ricreative invernali; aree sciistiche; strade (principali e secondarie) e ferrovie; strade forestali; strutture e insediamenti umani; rifiuti/siti di alimentazione.
L’elaborato costituisce la base per impostare future indagini necessarie per verificare l’applicabilità delle indicazioni emerse al territorio del Parco. A scala più ampia, la speranza è che il documento possa divenire nel prossimo futuro uno strumento utile come supporto per indirizzare le politiche di conservazione della specie a livello europeo. A tale scopo, conclusa l’ultima revisione, l’elaborato verrà diffuso attraverso un’apposita pubblicazione ad opera del Parco.
Orso - Monitoraggio della popolazione
Conoscere il numero di individui, la distribuzione sul territorio, la ripartizione per sesso ed età, il numero di nuovi nati ed i rapporti di parentela tra gli individui è un presupposto fondamentale per controllare l'evoluzione nel tempo della popolazione di orsi delle Alpi Centrali e prendere conseguentemente le decisioni gestionali più idonee. Per questo motivo, il Parco collabora con la Provincia Autonoma di Trento ai vari progetti di monitoraggio condotti in territorio provinciale, in primis al Progetto sperimentale per il monitoraggio genetico dell'orso bruno attraverso tecniche non invasive.
Orso - Sperimentazione ricatture
Realizzato tra il 2004 e il 2006, il progetto ha permesso di sperimentare dei potenziali siti e metodi di cattura di orsi, tramite l'allestimento di stazioni di attrazione attrezzate con esche alimentari e trappole fotografiche.
Con lo scopo di approfondire le conoscenze sull’etologia dell’orso, e in particolare sui comportamenti che esso assume quando incontra l’uomo, nel 2007 è stata avviata un’indagine condotta mediante la somministrazione di un questionario a chiunque avesse incontrato casualmente l’orso.
Lo scopo ultimo della ricerca è quello di favorire la convivenza delle due specie, dimostrando, attraverso numerose esperienze dirette, che l’orso non è un animale aggressivo. Inoltre questo studio si propone di indagare i cambiamenti che un incontro con l’orso può portare nell’uomo dal punto di vista emotivo, cioè le eventuali modifiche che l’esperienza diretta induce nello stato d’animo delle persone favorevoli o contrarie alla presenza del plantigrado. Da ultimo, si vogliono raccogliere testimonianze di incontri “straordinari”, che possano confluire in racconti utili a dimostrare come trovarsi faccia a faccia con l’orso possa essere un’esperienza intensa ed emozionante.
Oltre ad attività di monitoraggio e ricerca scientifica, il progetto Progetto Orso del Parco prevede un'ampia opera di divulgazione e comunicazione rivolta a tutte le categorie sociali. In particolare, il Gruppo di Ricerca e Conservazione dell'Orso Bruno gestisce i rapporti con i mass media (visite, interviste, ecc.), redige in prima persona articoli divulgativi e il bollettino I Fogli dell'Orso, aggiorna la parte faunistica del sito web e degli opuscoli divulgativi, promuove ed implementa lo stand itinerante Un Parco per l'Orso (scarica qui il depliant informativo se desideri prenotare lo stand .pdf 1,89 Mb), realizza serate divulgative e incontri-dibattito, ecc.
La fruttuosa collaborazione tra il Gruppo di Ricerca e Conservazione dell'Orso Bruno del Parco e alcuni istituti universitari ha permesso la realizzazione di svariate ricerche che in molti casi sono confluite in tesi di laurea.
Le Tesi di laurea realizzate nell'ambito del Progetto orso a partire dal 1999 sono:
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