L’orso bruno (Ursus arctos) era ampiamente distribuito sull’Arco alpino fino al 18° secolo, quando ebbe luogo una drastica riduzione del numero di orsi - principalmente
imputabile alla presenza umana - che condusse gradualmente alla situazione odierna mostrata nella figura sottostante. Attualmente, nel nord-est Italia, in Austria e in Slovenia sono presenti popolazioni di orso bruno caratterizzate da un basso numero di individui (ad eccezione della popolazione slovena), nella maggioranza dei casi isolate l’una dall’altra: ciò pone un serio problema alla sopravvivenza dell’orso sulle Alpi dal momento che la mancata interazione tra gli individui appartenenti ai diversi nuclei presenti potrebbe, in futuro, causare la loro estinzione.
Per quanto sopra riportato, il futuro degli orsi sulle Alpi dipende oggi dalla possibilità di sviluppo di una metapopolazione.
Con il termine metapopolazione si intende una popolazione animale composta da più gruppi distinti, separati geograficamente ma in grado di interagire l’uno con l’altro mediante reciproci scambi di individui. Scambi che contribuiscono ad una maggiore varietà genetica e ad un pool genico comune, promuovendo la panmixia, una caratteristica molto importante di ciascuna popolazione vivente.
In altre parole, lo sviluppo di una metapopolazione avrebbe come risultato la creazione di un collegamento tra gruppi di orsi attualmente separati, che sarebbero pertanto in grado di migrare tra Slovenia, Austria e Italia e forse in futuro anche Svizzera. Ciò favorirebbe un notevole “rinforzo” dei nuclei e il ritorno, forse definitivo, della specie su un’ampia area dell’Europa meridionale.
Tale obiettivo risulta essere di particolare interesse sotto il profilo etico, morale e anche legale, considerando che l’orso bruno è incluso nell’allegato 2 della Direttiva Habitat (92/43 CEE), la legge di riferimento per la tutela di piante, animali e habitat nell'Unione Europea. Ursus arctos, come è scientificamente definito l’orso bruno, è ivi indicato come “Specie prioritaria” (con asterisco), ovvero come specie “per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare” (Art. 1 della 92/43 CEE) e “per cui gli stati membri garantiscono la sorveglianza dello stato di conservazione” (Art. 11 della 92/43 CEE). Sempre nella Direttiva Habitat, nell’allegato IV, l’orso bruno è elencato tra le specie “di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”. Inoltre in Europa l’orso bruno è una specie inclusa nell’appendice II (“Specie di fauna rigorosamente protette”) della Convenzione di Berna del 1979. Tale convenzione stimola le nazioni aderenti a trovare opportune misure di salvaguardia della specie e di conservazione degli habitat.
Allo scopo di comprendere se esistano possibilità per la creazione di una metapopolazione alpina di orso bruno, tra gennaio 2004 e dicembre 2005 è stato svolto un progetto comune tra Italia, Austria e Slovenia tendente ad esaminare le possibilità della creazione di una ampia popolazione alpina di orso bruno nel prossimo futuro. Tale progetto è stato supportato finanziariamente dall’Unione europea mediante lo strumento LIFE Co-op Natura.
Per comprendere cosa sia un progetto LIFE Co-op, è necessario sapere che i progetti LIFE Co-op hanno come scopo principale quello di stimolare la cooperazione e condivisione di esperienze tra progetti LIFE Natura (in corso o terminati) in favore della conservazione delle specie. I progetti LIFE Co-op coinvolgono almeno 3 promotori o partecipanti a progetti LIFE inerenti lo stesso oggetto di conservazione (in questo caso, l’orso bruno). Vengono di seguito mostrate le esperienze acquisite nell'ambito del LIFE da ciascun partner del presente progetto.
Parco Naturale Adamello Brenta
Università degli Studi di Udine
Servizio Foreste sloveno
WWF Austria
Copyright© 2001-2010 Parco Naturale Adamello Brenta
info@pnab.it
Sede Amministrativa
Via Nazionale, 24 38080 Strembo (TN)
Tel. 0465 806666 - Fax 0465 806699
P.IVA 01300650221 - C.F. 95006040224