L’idea ispiratrice del progetto “fossil free” è quella di un’area protetta che oltre ad adempiere alle sue primarie funzioni di conservazione naturalistica, ricerca scientifica ed educazione ambientale il Parco si proponga anche come un “laboratorio di sviluppo sostenibile”, realizzando applicazioni-pilota nell’ambito della produzione e dell’utilizzo di energia elettrica alternativa.
Il Pnab intende proporsi, nei confronti del suo territorio di riferimento, come esempio di un nuovo modo di gestire le risorse naturali. Il progetto “fossil free” prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica presso le strutture dell’Ente, a partire dalla sede di Strembo, dalla Casa del Parco “Flora” a Stenico e dalla foresteria a S. Antonio di Mavignola.
L’iniziativa, inoltre, stabilisce che il Parco collabori nella progettazione di impianti fotovoltaici a favore di soggetti pubblici ricadenti nei comuni dell’area protetta. Un’altra applicazione fossil-free riguarda la Val d’Algone, una tra le più ricche di aspetti naturalistici valli del Parco, ma anche tra le più fragili, dove, in collaborazione con il Consorzio elettrico di Stenico, si prevede di produrre energia attraverso un sistema centralizzato di pannelli fotovoltaici collegato a una piccola centrale idroelettrica. Si tratta di un’iniziativa pilota per contesti territoriali periferici di grande valenza territoriale. È questo un concreto contributo a favore della produzione di energia elettrica alternativa e della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Esempio di edificio a basso consumo energetico sarà, poi, il Centro di educazione ambientale Villa Santi, in corso di realizzazione nel Comune di Montagne. L’edificio sarà ristrutturato con l’obiettivo di avere una struttura caratterizzata dal basso consumo energetico e dall’ecocompatibilità attraverso un accorto impiego delle risorse. Fattori decisivi saranno l’uso di risorse energetiche rinnovabili e l’ottimizzazione del loro utilizzo, nonché l’impiego di materiali da costruzione che nei processi di fabbricazione, uso e smaltimento producano il minor danno possibile all’ambiente. Il progetto prevede che la termoregolazione sia realizzata mediante pannelli radianti a pavimento alimentati da una caldaia a legna integrata con una batteria di collettori solari e da un impianto di trattamento dell’aria dotato di recuperatori di calore. Con finalità didattiche e dimostrative si prevede, inoltre, l’installazione di alcuni pannelli fotovoltaici e la realizzazione di una piccola centralina idroelettrica che sfrutterà una piccola sorgente posizionata poco a monte dell’edificio. Il progetto include anche un impianto di recupero dell’acqua piovana per il funzionamento dei servizi igienici. È previsto l’inserimento di materiali bioedili in varie e specifiche situazioni. L’iniziativa attua una nuova cultura del costruire basata su un’architettura sostenibile
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